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Epica “Design your universe”, Puoi imparare la scienza con il metal?

Gli Epica sono una delle band maggiormente rappresentative del genere Gothic metal, con diverse caratteristiche particolari. Il quarto album in studio degli Epica riguarda molto la scienza, con vari riferimenti interessanti.

Lo stile beauty and the beast degli Epica

Gli Epica sono considerati una band appartenente al genere symphonic metal, una variante del così detto Gothic metal. Con questa definizione intendiamo un genere musicale fortemente influenzato dalla letteratura gotica (che combina alle musiche heavy metal), con atmosfere oscure, ma anche positive. Una delle qualità peculiari del genere Gothic metal è la così detta “beauty and the beast“, ovvero l’accostamento tra una voce angelica femminile ed una sporca maschile. Gli Epica sono uno degli esempi di questo stilema: Simone Simons è la cantante con la classica voce da soprano ed a lei viene contrapposto il death di Mark Jensen. Secondo quest’ultimo se si togliessero le parti di Simons, effettivamente sarebbero appartenenti al death metal. In generale è proprio Jensen a conferire una grande originalità soprattutto ai testi. Le canzoni degli Epica, infatti, riflettono tra le importanti caratteristiche del genere, anche un’attenzione per i testi delle canzoni. Diversi album possiedono brani che riflettono sulla vita, sull’esistenza e sul sapere, con citazioni dotte ad esempio in lingua latina.

Design your universe e il legame con la fisica quantistica

Il quarto album degli Epica, che ha come tema principale la scienza, si chiama Design your universe e presenta diverse novità per la band. Innanzitutto musicalmente rappresenta l’evoluzione più pop e moderna degli Epica, che nei primi tre album conservavano invece un suono quasi antico. L’originalità di questo album sta però soprattutto nei testi: è tutto basato sulla scienza ed in particolare sulle leggi della fisica quantistica. In una intervista a Blabbermouth, Mark Jensen spiega:

Tratta di nuove scoperte nella fisica quantistica. Dimostra che siamo tutti collegati l’uno all’altro a livello subatomico. Inoltre, mostra che possiamo creare o almeno influenzare la materia con i nostri pensieri, un fatto molto interessante. Perché cambia tutto per noi, la nostra intera visione del mondo crolla una volta che accetti questi fatti e li integri nella tua vita. Quindi questo doveva diventare il nuovo titolo dell’album.

Disegniamo il nostro universo

La base scientifica dell’album, che comunque comprende anche tematiche di carattere filosofico e religioso, si può notare per esempio nella sesta traccia Kingdom Of Heaven – A New Age Dawns – Pt. V:

Scorn shall be directed at the genius
Represses subtle theories of the light
To the questions of life

Quantum physics lead us to
Answers to the great taboos
We create the world around us
God is every living soul

Science, spirituality
Will have to meet along the way and
We need new drifts, another view
Expand our grip on the cryptic soul. 

Alla base del disco vi è di fatto l’idea che siamo noi a costruire l’universo, che dobbiamo rimanere in equilibrio con la natura e possedere anche una spiritualità. Se pensiamo che la prima traccia, Samadhi, cita proprio il Buddhismo, possiamo notare come si proponga una forma di conciliazione. Fisica quantistica, quindi, ma anche spiritualità. Così abbiamo appreso grandi correnti di pensiero attraverso un album metal.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.