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Eric Clapton e B.B. King: storia di una grande amicizia

Quello di Eric Clapton per B.B. King, è un amore artistico incommensurabile. I due mostri sacri del Blues hanno, da sempre, preservato un profondo rispetto reciproco ed un legame meraviglioso che ha saputo andare oltre la morte. Nel 2000, Riding With The King ha incarnato la realizzazione del sogno di una vita di Eric Clapton. L’album venne inciso interamente da Slowhand ed il suo idolo B.B. King. Si esibirono insieme per la prima volta molti anni prima. King e Clapton si conobbero nel 1967. Al Cafe Au Go Go di New York. All’epoca, Eric Clapton aveva solo 22 anni e militava ancora nei Cream.

Nel 1997, il mitico duo incise un primo pezzo. Intitolato Rock Me Baby ed inserito in Deuces Wild, l’album di duetti di B.B. King. Clapton e King avevano parlato spesso di un progetto completo a quattro mani. Il sogno si realizzò quando Slowhand aveva, ormai, 55 anni e King 74. La critica accettò con grande entusiasmo Riding With The King. Ricordiamo che il disco vinse anche un Grammy. Nonostante il suo traino commerciale partisse dal nome di Eric Clapton, il brillante allievo di B.B. lo dedicò implicitamente al suo grande maestro. Slowhand, infatti, concesse a King la massima libertà. Gli diede carta bianca e, spesso, si fece trascinare dalla sua voce e dai suoi inconfondibili assoli. Il disco fu sorprendente. Una miscela esplosiva con la quale B.B. King condusse Eric Clapton nei meandri più nascosti del Blues, generandone pura emozione e magia musicale.

Il profondo rispetto tra Eric Clapton e B.B. King

Parlando di Eric Clapton, B.B. King dichiarò: “Ammiro quell’uomo. Credo sia il numero uno del Rock N’Roll. Come chitarrista, ma anche come persona”. Nella sua autobiografia, Slowhand decise di contraccambiare la stima e l’affetto dell’amico B.B. definendolo l’artista più importante che il Blues abbia mai prodotto. Nel corso dei decenni, il duo continuò ad esibirsi in splendide sfide chitarristiche dal vivo. Come un padre e un figlio che giocano insieme.

Il 14 maggio del 2015, B.B. King si spense a Los Angeles. La reazione di Eric Clapton fu istintiva. Slowhand rese omaggio al suo mentore e grande maestro con un video di un minuto. Finito, successivamente, in testa al documentario Life in 12 Bars, dedicato a King. Life in 12 Bars si chiude con la coppia di artisti insieme sul palco del Crossroads. Il festival organizzato da Eric Clapton il cui ricavato viene devoluto in beneficenza per il centro di disintossicazione dei poveri dell’isola di Antigua. L’amore di B.B. King per Eric Clapton derivava dal fatto che, quest’ultimo, avesse reso il Blues un linguaggio universale che riuscisse ad abbattere ogni barriera razziale. Clapton amava King per aver accettato che anche un ragazzo bianco inglese potesse conoscere tutto il dolore necessario per cantare e suonare il Blues.

Di seguito, vengono riportate le parole di Eric Clapton dopo la morte di B.B. King: “Volevo solo esprimere la mia profonda tristezza e ringraziare il mio caro amico B.B. King. Volevo ringraziarlo per tutta l’ispirazione, l’incoraggiamento che mi ha dato come musicista nel corso di tutti questi anni e, soprattutto, per la grande amicizia che abbiamo vissuto.. Non credo ci sia molto da dire perché la sua musica ormai appartiene al passato e sono rimaste pochissime persone a tenere vivo il suo stile puro e sincero. B.B. era un faro per tutti noi che amavamo quella musica. Lo ringrazio dal profondo del mio cuore. Se non conoscete il suo lavoro, vi invito ad ascoltare il suo Live al Regal, perché è da li che, per me che ero solo un giovane musicista, tutto ha avuto finalmente inizio… Grazie davvero e addio”.

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.