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Eric Clapton: come venne ispirato da David Bowie

David Bowie e Eric Clapton sono due dei musicisti più amati della Gran Bretagna. Negli anni ’60 uno era un chitarrista potente, l’altro un musicista in difficoltà che cercava di trovare la sua vera via. Nonostante i due fossero entrambi artisti musicali nello stesso periodo ci sarebbe voluto un po’ prima che si ispirassero l’un l’altro. Nel corso degli anni comunque l’occasione per influenzarsi non mancò.

Eric Clapton: il nome del suo 21° album

David Bowie è stato uno di quegli artisti che apparentemente sono riusciti a influenzare un elenco infinito di icone musicali ad un certo punto della loro vita. Eppure, in qualche modo, lui e il leggendario chitarrista e performer dei Cream, Eric Clapton, non sembravano mai incrociarsi. Nel momento in cui i due uomini si incontrarono, ciò che nacque fu il nome del ventunesimo album in studio di Clapton, nel 2013.

Le prime idee per il titolo

Eric Clapton ha una solida scaletta di canzoni incredibili. Un tempo artista e creatore volitivo, non disposto ad arrendersi, a quel punto, nel 2013, Clapton stava rilasciando musica solo per compiacere se stesso, ma era aperto alle idee, anche a quelle del duce bianco. Parlando dell’album in questione, ha raccontato che la copertina è nata da un selfie che gli piaceva particolarmente.  Ha aggiunto: “Ho pensato che fosse un buon inizio. Ma dovevo trovare un titolo. Volevo chiamarlo ‘”50 Years Of Drift” o “50 Years Of Drift In A Open Tuning”. Sarebbe stato un omaggio al libro di Derek Taylor, che si chiamava ”50 Years Of Drift In An Open Shirt”.”.

Eric Clapton e “Where Are We Now?”

Alla fine decise di non sforzarsi troppo su questo punto, lasciando che l’idea gli venisse naturale. Così una sera, mentre stava guardando la televisione, assistette all’esibizione di David Bowie e la sua canzone “Where Are We Now?”. “Non conoscevo affatto David, credo di averlo incontrato una volta”, ha raccontato il chitarrista. “Devo dire che non sono mai stato appassionato al 100% di tutto ciò che ha fatto. Ma questa canzone mi ha coinvolto enormemente!”.

David Bowie: “Grazie, old sock!”

Clapton, smanioso di trasmettere un messaggio di gratitudine al duca bianco, inviando un messaggio all’ufficio di quest’ultimo con i suoi ringraziamenti “per aver scritto una canzone così bella”. Bowie, che non voleva mai deludere i propri fan, rispose: “Grazie per il messaggio, old sock (n.d.r. vecchio calzino). Lo apprezzo davvero.”. In quel momento qualcosa si accese in Eric Clapton. “Ho pensato “Eccolo!”. Gli ho mandato un messaggio dicendo “Va bene se lo uso come titolo del mio nuovo album?” Bowie ovviamente rispose positivamente, pensando che fosse una bella idea.

Eric Clapton: “Old Sock”

“Old Sock” si è poi rivelato essere una delle opere più belle di Clapton negli ultimi anni della sua carriera. Oltre alle cover delle sue canzoni preferite dell’infanzia, sono presenti nell’album anche due composizioni completamente nuove: “Gotta Get Over” e “Every Little Thing”.

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com