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I brani di Ezio Bosso che ci hanno emozionato di più

La pandemia del Coronavirus che ha riempito le notizie italiane in questi mesi è stata per un attimo accantonata da diversi media per parlare di un pianista, compositore e direttore d’orchestra italiano: Ezio Bosso. Il 15 Maggio di quest’anno, quando perse la vita, ognuno di noi è stato toccato dalla notizia come se avesse perso un amico, un punto di riferimento, un maestro. Ciò naturalmente perché Ezio Bosso, come ogni musicista di talento, era riuscito ad emozionare ed a regalare sensazioni uniche al suo pubblico. Ma a differenza degli altri musicisti, il suo enorme talento artistico veniva affiancato da una personalità unica anche a causa della tremenda malattia di cui soffriva: una sindrome autoimmune neuropatica che molti erroneamente spesso indicatomi come SLA.

Ezio Bosso non si perde d’animo, decide di continuare a suonare e comporre e regala al suo pubblico un messaggio di resistenza e lotta che, in quel memorabile Festival di Sanremo del 2016, rivela e trasmette a tutti. Un esempio di quanto la musica possa dare al mondo. A volte questa sua storia così toccante ha eclissato un fatto assolutamente certo: l’indiscutibile capacità compositiva di questo grande musicista. Oggi Ezio Bosso avrebbe compiuto 49 anni. Abbiamo deciso di ricordarlo con i brani da lui composti che ci hanno emozionato di più.

Following a bird

Questa composizione fu quella che fece conoscere anche al pubblico profano il compositore. Infatti, la eseguì al Festival di Sanremo del 2016. Nella sua semplicità, così come il titolo, esprime una toccante sensazione di dinamicità in mezzo alla natura. Se sicuramente la avremo ascoltata per rilassarci un attimo, non abbiamo potuto evitare comunque di riflettere su qualcosa a causa della sua intensità.

Rain, in your black eyes

La rappresentazione di un momento malinconico è probabilmente ciò che ha messo questo brano, naturalmente secondo il parere di un ascoltatore diverso potrebbe anche non essere così. Tuttavia, è impossibile non sentire il rumore della pioggia dietro a questa composizione. Il suo vigore si alterna con la contemplazione di un attimo, fino al termine del brano in cui sentiamo ancora lo stridio del pianoforte appena toccato.

Clouds, The mind on the (re)wind

Nei titoli continuano, come si può ben notare, i riferimenti alla natura. Forse questa è la più movimentata delle composizioni finora citate ed anche una delle più amate. La sua apparente frenesia si chiude in una climax ascendente in cui il silenzio stesso, il momento in cui la musica finisce, rappresenta la più adeguata conclusione.

Emily Dickinson, Who cares about the bluebird sing

Ritorna ‘bird’ nel titolo di questo brano. Il bluebird è un tipo di uccello americano che canta, mentre naturalmente Emily Dickinson è la famosa poetessa. Per ogni ascoltatore può avere un significato diverso, ma sicuramente per Bosso doveva essere molto importante questo brano, poiché è un tributo alla sua poetessa preferita, musica e letteratura si intersecano. 

Sweet and bitter

Ed anche questo è un tributo alla Dickinson. Fa parte dell’album The 12th Room non a caso se pensiamo che room vuol dire stanza e stanza è sinonimo di strofa. Il titolo completo comprende “Emily’s room“. È uno dei brani più semplici del pianista, in cui solo il pianoforte ed i virtuosi movimenti di Bosso ci trasportano in un altro universo. Ed eternano questo grande musicista nella nostra memoria, senza lasciare la vittoria alla malattia.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.