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Le più belle canzoni che Fabrizio De André ha dedicato alle donne

Fabrizio De André è stato cantore di moltissimi aspetti della vita. Soprattutto quella quotidiana, apparentemente banale, incessantemente piena di una vitalità irrequieta. Il cantautore ha saputo incantare ascoltatori e lettori con i suoi testi vari e curati nei dettagli, che spaziavano tra le tematiche più disparate. Amore, morte, povertà, miseria, anarchia, società in generale, ma anche la figura della donna. Alle donne De André ha dedicato molte canzoni, è stato quindi arduo sceglierne solamente cinque tra le più belle. In realtà, ognuna ci dice qualcosa in maniera diversa di una spetto del gentil sesso, analizza tutto con profonda delicatezza. Scopriamo insieme le più belle canzoni che Fabrizio De André ha dedicato alle donne.

La canzone di Marinella

Un inizio anche piuttosto banale se vogliamo, ma non si poteva non inserirla. Questa canzone è fondamentale per la carriera di Fabrizio De André in quanto lo fece conoscere al grande pubblico, grazie all’interpretazione che ne fece Mina. Il brano racconta, come ormai tutti sanno, la storia di una prostituta. Con assoluta delicatezza il cantautore dipinge il quadro della vicenda di questa donna, che continua a commuoverci dopo anni.

Questa di Marinella è la storia vera
Che scivolò nel fiume a primavera
Ma il vento che la vide così bella
Dal fiume la portò sopra una stella
Sola senza il ricordo di un dolore
Vivevi senza il sogno di un amore
Ma un re senza corona e senza scorta
Bussò tre volte un giorno alla tua porta.

Bocca di rosa

Questo brano si crede sia dedicato ad una prostituta, figura effettivamente molto presente in tutte le produzioni di Fabrizio De André. In realtà, si fa riferimento più che altro ad una forestiera con cui i mariti delle donne del paese spesso tradiscono le mogli. Così si inimica quelle donne che mandano “quattro gendarmi”, una costruzione metafora in quanto vengono rappresentati in maniera anacronistica con pennacchi. Si tratta di una profonda critica all’ipocrisia della società e delinea la figura di una donna libera che di fatto non ha commesso alcun crimine.

Le passanti

Andando su un piano più psicologico, questa canzone traccia sostanzialmente un quadro di ricordi e rimpianti di un uomo. Tutte le donne che ha frequentato gli si palesano davanti con le loro diverse caratteristiche, attraverso l’esperienza amorosa si delinea ogni diversa figura di donna. La canzone era stata precedentemente incisa da Georges Brassens nel 1972 e si ispira ad una poesia di Antoine Pol che a sua volta si ispirava ad una poesia di Charles Baudelaire. 

Sally

Questo famoso brano si basa sulla canzone per bambini “My mother said that I never should” e narra una vicenda molto particolare. Un ragazzo decide di disobbedire alla madre e seguire Sally verso una vita senza regole e violenza in mezzo agli zingari. La figura così suggestiva di Sally con il suo tamburello ha costruito nell’immaginario una donna particolare ed affascinante.

Via del campo

La vera protagonista di questa canzone è senza dubbio Genova, con la sua che un tempo aveva tutto il misero fascino che tanto ha interessato De André. Tuttavia qui troviamo comunque descrizioni di donne, prostitute, bambine, ecc. Un quadro di semplicità molto intenso come solo Faber sapeva realizzare.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.