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Fabrizio De André, Geordie ed il duetto con una professoressa di inglese

Fabrizio De André, cantautore e poeta italiano, è considerato da molti uno degli artisti più importanti della musica italiana. I suoi testi sono spesso lodati per diverse ragioni. Innanzitutto per la ricercatezza compositiva che li caratterizza, in cui si unisce un linguaggio quotidiano ad un lessico forbito. De André è stato poi capace di scrivere sulle tematiche più disparate, con una particolare attenzione per i meno fortunati, i miseri, gli sconfitti. Nelle sue canzoni ha dato voce al popolo, ma ha anche spesso criticato la società con grande maestria. Sono tante le ispirazioni per i suoi brani, ad esempio la letteratura. Tra quelli più famosi di ispirazione letteraria c’è Geordie, canzone peculiare per diverse ragioni.

La composizione di Geordie

Innanzitutto Geordie è la traduzione di una ballata medievale risalente al XVI secolo e che fa parte delle così dette Child Ballads, chiamate così non in quanto si riferiscono a bambini ma da colui che le catalogò. Fabrizio De André ha deciso di tradurre Geordie seppur prendendosi alcune licenze sulla storia, in particolare per quanto concerne il crimine commesso da Geordie. Infatti, nelle varie versioni della ballata non si trova specificato il crimine che commette Geordie per cui deve essere condannato a morte, De André lo fa diventare un furto di cervi, come si dice nel famosissimo ritornello.

Impiccheranno Geordie con una corda d’oro,
è un privilegio raro.
Rubò sei cervi nel parco del re
vendendoli per denaro.
Sellate il suo cavallo dalla bianca criniera
sellatele il suo pony
cavalcherà fino a Londra stasera
ad implorare per Geordie. 

Geordie diventa un duetto

La genesi della canzone ha aspetti certamente particolari già così, ma diventa anche più interessante se pensiamo all’incisione. Infatti, non era abitudine del cantautore genovese realizzare un duetto, ma in questo caso era profondamente necessario. Questo duetto non venne realizzato con una cantante professionista, bensì con una professoressa di inglese: Maureen Rix. La donna era una grande amica di De André, la conobbe grazie al padre che le aveva offerto proprio il lavoro di insegnante. Come era nel suo stile, Fabrizio De André la avvisò all’improvviso di volerla nella registrazione e Geordie venne incisa in poco tempo e di notte. Così Geordie è di fatto un duetto con una insegnante che forse più di tutti conosceva la ballata originale, appartenendo alla sua lingua madre. Nei vari concerti, poi, De André non l’ha mai riproposta con lei. Infatti, anche i fan più accaniti ormai conoscono meno la versione del singolo, uscito insieme con Amore che vieni amore che vai, ma quella Live con la figlia Luvi. Ne fu registrata proprio una seconda versione durante il live al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998 e inserita nell’album Fabrizio De André in concerto.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.