gtag('config', 'UA-102787715-1');

Le più belle canzoni che Fabrizio De André ha scritto contro la guerra

Fabrizio De André viene spesso citato come cantautore impegnato nel sociale. Pur senza prendere come esempio le canzoni più palesemente improntate a questo, tutta la sua discografia ha come centro i vinti, gli esclusi, i miseri. De André ha dato voce agli incompresi, agli emarginati, con la grande poesia delle sue composizioni. Tra le tematiche affrontate, che sono veramente varie, possiamo ritrovarci la guerra, noi abbiamo raccolto cinque canzoni. Uno dei brani più famosi di Fabrizio De André è proprio incentrato sulla guerra.

La guerra di Piero

Naturalmente stiamo parlando de La guerra di Piero. La celebre canzone racconta di Piero, un soldato che si imbatte in un nemico, ma decide di non ucciderlo poiché ha pietà di lui. Questo momento di umanità gli costa caro, in quanto il nemico imbraccia il fucile e lo uccide. Così, Piero muore per essersi rifiutato di uccidere un altro. Il significato della canzone è chiaro ed evidente, sicuramente toccante ed intenso.

E se gli sparo in fronte o nel cuore
Soltanto il tempo avrà per morire
Ma il tempo a me resterà per vedere
Vedere gli occhi di un uomo che muore
E mentre gli usi questa premura
Quello si volta, ti vede e ha paura
Ed imbracciata l’artiglieria
Non ti ricambia la cortesia.

Girotondo

Si legge nelle note di copertina del disco Tutti morimmo a stento da cui è tratta la canzone: Una delle pagine più intense e drammatiche dell’intera cantata. Vi si narra come la spietata follia dell’uomo abbia scatenato la guerra atomica, e di come la terra ne si andata distrutta. Solo i bimbi sono rimasti vivi, a continuare un assurdo girotondo che li trascina, gradualmente, alla pazzia. E su tutto aleggia un terribile monito, chi ci salverà?

Il brano usa la metafora del girotondo, gioco per eccellenza dei bambini, paragonato alla guerra.

La ballata dell’eroe

Sicuramente il brano di Fabrizio De André più palesemente contro la guerra. Venne cantato anche da Luigi Tenco. Racconta di un soldato che con grande orgoglio va in guerra per aiutare la sua amata patria. Muore in battaglia e naturalmente viene visto come un eroe, mentre la donna amata lo attende. Quindi il suo sacrificio a cosa è servito? È chiara la polemica contro la guerra. Nel testo si evince una grande influenza della canzone francese e dei poeti francesi, come Charles Baudelaire.

La collina

Brano che apre l’album Non al denaro non all’amore né al cielo. Come sappiamo, il disco propone in musica un adattamento delle poesie dell’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Questa prima canzone che coincide con l’incipit dell’antologia, parla di tutti i caduti che riposano in un cimitero sulla collina. Tra questi c’è povera gente, ma anche soldati caduti in guerra.

Fila la lana

Ancora una volta vediamo l’influenza della canzone francese nella musica di De André. Infatti, questa è una canzone popolare francese del quindicesimo secolo. Simile alla Ballata dell’eroe, anche qui la riflessione è sull’utilità della guerra. Vi è un riferimento storico alla guerra di Valois. 

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.