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Quella volta che Fabrizio De André “rubò” una canzone a Luigi Tenco

Fabrizio De André e Luigi Tenco sono due tra i maggiori cantautori italiani.Tra i due vi era una bellissima amicizia, che si manifesta anche in un divertente aneddoto: una volta Fabrizio De André “rubò” una canzone a Luigi Tenco.

La scuola genovese

Luigi Tenco e Fabrizio De André appartenevano entrambi alla stessa corrente: la scuola genovese. Con questo termine si intende un movimento culturale che si è sviluppato negli anni ’60. Era formato soprattutto da cantautori, uno dei pochi ancora viventi è Gino Paoli. Si ispiravano a molte correnti di pensiero del 900, come all’esistenzialismo di Sartre, al neorealismo ed alla Beat Generation. Le tematiche riguardano la politica, la società, con una maggiore attenzione per i sentimenti dell’individuo e per i “vinti”. Fabrizio De André è il “cantautore dei vinti” per antonomasia, come si sa. Ha dedicato moltissime sue canzoni a problematiche ideologiche e sociali. Gli esclusi, prostitute, poveri, emarginati sono spesso protagonisti di questi cantautori.

Il dramma di Luigi Tenco

“Non si vive per riuscire simpatici agli altri. A me i soldi, il successo, non interessano, li lascio a quelli più furbi di me in questo genere di cose”.

– Luigi Tenco

Tenco è stato un cantautore con una vita molto complessa. Scomparso a solo 28 anni, morì suicida. A Tenco va al merito di aver contribuito a rivoluzionare la musica italiana. La sua attività di cantante non veniva accettata in famiglia, che lo obbliga a iscriversi all’università. Tuttavia, dopo aver cambiato diverse facoltà lascia gli studi. È noto a tutti il suo suicidio in seguito all’eliminazione di Ciao amore ciao dal Festival di Sanremo. Vi sono molte speculazioni a riguardo, ma il biglietto che fu trovato (da molti grafologi attribuito a Tenco) non lascerebbe molti dubbi:

“Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”. 

L’amicizia con Fabrizio De André

Luigi Tenco conobbe Fabrizio De André quando suonava il sassofono nel Modern Jazz Group, di cui anche De André faceva parte. Faber fu peraltro autore del suo brano “La ballata dell’eroe” che Tenco canta nel film “La cuccagna”, una sua breve esperienza cinematografica. La loro amicizia fu consolidata da un episodio molto divertente: Fabrizio De André confessò a Tenco di aver spacciato per sua la canzone “Quando”, per conquistare una ragazza nel 1960. Naturalmente Tenco la prese bene e anzi si mise a ridere.

Quando
Il mio amore tornerà da me
Nel cielo
Una stella spenderà
S’è spenta da quando
Il mio sogno è svanito
Da quando il mio amore
Fuggì da me“.

Alla sua morte, malgrado la loro amicizia sia stata breve, De André gli dedicò la canzone “Preghiera in Gennaio”. In questo brano Faber manifesta tutta la sua stima nei confronti del cantautore come uomo e come persona senza paura.

“Per quelli che han vissuto
Con la coscienza pura
L’inferno esiste solo
Per chi ne ha paura”. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.