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Quando una canzone di Fabrizio De André divenne una sigla cinese

L’Italia è famosa per avere realizzato spesso cover di canzoni straniere (anche e soprattutto rock) a volte con tentativi maldestri che dagli amanti del genere rock sono stati a dir poco aspramente criticati. Potremmo fare moltissimi esempi, eppure per una volta possiamo essere noi stupiti di una versione di una canzone della nostra patria. Un brano di Fabrizio De André, uno dei nostri cantautori più importanti, è diventato la sigla di una serie tv cinese. La canzone in questione è una delle sue più famose Il pescatore. Infatti, è stata tradotta in lingua cinese e completamente trasformata se non per la musica, con grande stupore degli ammiratori più accaniti.

All’ombra dell’ultimo Sole

Il brano è uno dei più celebri del cantautore genovese e narra la storia di un uomo che incontra un ladro, il quale gli chiede del cibo. In linea con le posizioni anarchiche di De André, il significato del brano verte sostanzialmente sulla solidarietà sempre e comunque, senza giudicare. Infatti, l’uomo aiuta il ladro e decide di non denunciarlo alle autorità. Diventa quindi un monito di gentilezza e di aiuto verso i miseri, topos sempre presente nelle composizioni del cantautore. Il pescatore è famosa anche nella versione della Premiata Forneria Marconi che la ri-arrangiò e si esibì con Fabrizio De André durante un tour.

E chiese al vecchio “dammi il pane
Ho poco tempo e troppa fame”
E chiese al vecchio “dammi il vino
Ho sete e sono un assassino”
Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno
Non si guardò neppure intorno
Ma versò il vino e spezzò il pane
Per chi diceva “ho sete, ho fame”.

La sigla cinese traduce Il pescatore

In un video uscito qualche settimana fa, lo youtuber Mark The Hammer (pseudonimo di Marco Arata) ha parlato proprio delle peggiori cover straniere di canzoni italiane. L’ultima presa in esame nel suo video è stata proprio una sigla di una serie tv cinese. A quanto pare, si è presa la canzone di De André e la si è ritradotta, travisandone totalmente il senso. Infatti, viene fuori la tipica sigla da serie tv con riferimenti all’amicizia, all’amore, ecc. escludendo in toto la storia originale. Sicuramente è curioso ed anche un po’ fastidioso per noi ascoltare questa versione in una lingua diversa e con un significato così differente. Tanto più che noi tutti siamo abituati a concepire Fabrizio De André come qualcosa di “poco commerciale”, nel senso che, per quanto seguito abbia, raramente le sue canzoni vengono impiegate in media se non accuratamente accostate e raramente giustapposte. I cinesi in generale, comunque, con questo loro gesto mostrano di ascoltare la nostra musica, cosa che in realtà non è mai stata un mistero. Soprattutto per quanto riguarda l’opera lirica, i cinesi sono molto appassionati ed interessati alla musica italiana.

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Laureata in lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, scrittrice, ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.