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Fabrizio De André, La storia di Un malato di cuore

Fabrizio De André ha pubblicato diversi concept album, tra i quali uno dei più famosi è Non al denaro, non all’amore né al cielo. Ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, è uno dei lavori più complessi ed amati del cantautore. Basti pensare che le canzoni di questo album sono tra le più usate per delle cover, pensiamo a Un giudice. Morgan ha addirittura re-inciso integralmente tutto l’album. Parlare di tutte le tracce che lo compongono è davvero arduo, quindi oggi tratteremo solamente di Un malato di cuore, che Fabrizio De André ha, come tutte le altre canzoni del disco, ispirato ad un componimento poetico.

La poesia a cui si ispira la canzone

Non al denaro, non all’amore né al cielo è formato da nove canzoni tratte da nove poesie dall’Antologia di Spoon River. De André spiegò di aver letto in gioventù questo libro e di esserne rimasto folgorato. Ogni poesia è stata pienamente rispettata nelle sue caratteristiche originali, senza stravolgere i personaggi e le loro intenzioni. Non è un caso che il cantautore genovese abbia scelto proprio quest’opera, che si adeguava perfettamente alla sua concezione poetica. Emerge, come ben sappiamo, nelle canzoni di Faber un’interesse fondante per i miseri, gli umili, gli sconfitti ed anche i diversi. Il famoso “Un giudice” discriminato poiché basso, ricorda anche il malato di Un malato di cuore, che vive un’intera esistenza limitato dalla sua patologia. Egli si ispira al personaggio di Francis Turner, che soffre di scarlattina, una brutta malattia che si ha fin da bambini e per la quale ha vissuto una vita impedito. Finirà per morire appena tocca le labbra di una donna, per la troppa emozione.

Un malato di cuore di Fabrizio De André

Fabrizio De André non inserisce riferimenti alla malattia precisa del personaggio, che nella poesia di Masters sappiamo invece essere appunto la scarlattina. Come il poeta fa parlare in prima persona il suo personaggio, descrivendo con immensa poesia e delicatezza ciò che vive il protagonista. Un uomo che fin da bambino guarda gli altri giocare, correre, divertirsi, mentre lui a tutto questo deve rinunciare. Così, il malato di cuore trascorre la sua esistenza a farsi narrare la vita dagli occhi. Finché un giorno finalmente vive, per la prima volta poco prima di morire. Una prima esperienza amorosa segna la sua profonda crescita. Questo è, chiaramente, un tema assai presente in diverse poesie ed opere letterarie, che qui Fabrizio De André con Un malato di cuore ha brillantemente reso.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.