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Fender: I cinque modelli di chitarre più rari della casa statunitense

Quando si parla di chitarre, ai veri appassionati di musica Rock non possono che brillare gli occhi. La sei corde ha sempre ricoperto un ruolo di primo piano nel mondo della musica; vedendosi imbracciata da alcune delle personalità di maggior spicco nel panorama socioculturale moderno. Numerosissime furono le rivoluzioni innescate dal suono di una chitarra. Parliamo di uno strumento intriso di fascino e mistero che, ancora oggi, coltiva centinaia di migliaia di consensi, vedendo dozzine di giovani invogliati ad intraprendere un percorso in musica; spinti dalle grandi gesta dei più grandi eroi della sei corde.

In un’industria così fervente, alcuni marchi si sono, ovviamente, affermati nell’immaginario collettivo come delle icone culturali di punta. Uno di questi è quello della Fender. Trattasi di un marchio storico particolarmente celebre, il cui fautore, Leo Fender, ha avuto modo di mettere la firma su alcuni strumenti formidabili divenuti, in pochissimo tempo, il simbolo più evocativo del Rock. Quando si pensa alle chitarre elettriche, del resto, anche i meno avvezzi tendono ad immaginare le linee sinuose degli strumenti di Leo Fender.

Come ampiamente sapremo, i modelli più iconici della casa sono Stratocaster, Telecaster e Jaguar; ciò nonostante, nel corso degli anni, la prestigiosa azienda si è concessa alcuni cambi di rotta in termini stilistici e funzionali che, oggi, vengono identificati come oggetti del desiderio dai collezionisti più sfegatati. In quest’articolo, daremo un’occhiata ad alcuni dei modelli più rari e, talvolta, costosi che portano il nome Fender sulla paletta.

5) Fender Swinger

La storia della Fender Swinger è delle più oscure. Era il 1969 e in casa Fender si decise di liberarsi di alcune componenti in esubero della linea di bassi chiamata Bass V e della serie di chitarre da studio Musicmaster; entrambi i prodotti, infatti, riscossero una bassissima dose di consensi, portando i vertici dell’azienda davanti a un bivio. Disfarsi di quanto rimasto dalle due produzioni fallimentari o trovarvi un’utilità attraverso una nuova, stravagante, scelta di marketing? La Fender Swinger fu il frutto della seconda scelta seguita dalla casa. Lo strumento venne prodotto in una quantità particolarmente esigua, dai 250 ai 600 esemplari stimati; non comparendo mai in nessun catalogo ufficiale Fender. Nonostante la Swinger si una delle chitarre Fender più rare di sempre, sembrerebbe che Jimmy Page fosse, addirittura, arrivato a portarla sul palco.

4) Fender Electric XII

La Fender Electric XII rappresentò il tentativo di Fender di costruire una chitarra elettrica a 12 corde. Lo strumento si presentava come una Fender Jaguar, con una paletta dallo shape differente, in modo da poter ospitare le 12 meccaniche (6 per linea), un ponte a 12 sellette individuali e due pickup in stile Precision, con uno switching a quattro posizioni. L’Electric XII non riscosse molto successo e venne prodotta in numero limitato dal 1965 al 1970. Avendo un sound molto distintivo, però, molti grandi del Rock si avvalsero dello strumento, tra questi Pete Townshend ed Eric Clapton.

3) Fender Maverick

La Fender Maverick venne prodotta per pochissimo tempo, nel corso del 1969, come derivato della Fender Electric XII. Essenzialmente, si tratta della chitarra sopracitata, con alcune modifiche costruttive ed una configurazione classica a sei corde. La paletta rimane la stessa della Electric XII, con i fori per le meccaniche aggiuntive riempiti ed un impiallacciatura sottile per coprire le modifiche apportatevi; il ponte della Maverick, invece, proveniva solitamente da una Fender Mustang.

2) Fender Performer

Introdotta e proposta da Fender solo nel 1985, la Performer rappresentò il tentativo della casa di irrompere nel sempre più fervente mercato delle chitarre di concezione più moderna. Parliamo degli strumenti ad alte prestazioni che i virtuosi del Metal cominciarono a prediligere, a dispetto degli shape più classici che avevano fatto la storia. La Performer presentava un design che, seppur ispirato alla Stratocaster, vedeva alcuni particolari più appuntiti e, per certi versi, accattivanti. La configurazione dei pickup vede due Humbucker asimmetrici, con possibilità di coil split.

Inoltre, la Performer presentava 24 tasti ed un tremolo con blocca corde. La Fender Performer veniva prodotta in Giappone, in un periodo di forte crisi per la divisione americana di casa Fender. Sebbene non abbia mai riscosso il successo sperato, la Performer è uno strumento di qualità, oltre che un oggetto del desiderio per i collezionisti. Possedere una Performer, oggi, significa sborsare una cifra abbastanza esosa; dopotutto si tratta di una delle chitarre più rare mai realizzate dalla Fender.

1) Fender Starcaster

La Starcaster è, forse, il modello più facilmente reperibile sul mercato presente in questa classifica. Sebbene non abbia conquistato uno status iconico come le sorelle maggiori, infatti, la chitarra è rimasta in produzione per un periodo di tempo ragionevole; rendendola più o meno disponibile nel mondo dell’usato. La Fender Starcaster è una chitarra semi-acustica, prodotta dal 1976 al 1982 e palesemente ispirata all’iconica Gibson ES-335. Dotata di due humbucker e di uno shape asimmetrico, la Starcaster è stata sottoposta ad un processo di lieve rivalutazione negli ultimi anni.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)