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Foo Fighters: cosa c’è da sapere sull’album preferito di Dave Grohl

Cosa bisogna sapere riguardo a There Is Nothing Left to Lose, il terzo album in studio della band americana dei Foo Fighters? Prima di tutto, ricordiamo che si tratta del disco più amato dal frontman Dave Grohl, sul quale ha lavorato per molto tempo per renderlo sempre più interessante. Inoltre, la sua gestazione è stata alquanto tribolata, con il gruppo che ha persino rischiato di sciogliersi. Ecco cosa bisogna sapere riguardo ad un lavoro del genere.

La preparazione di There Is Nothing Left to Lose

Dave Grohl era pronto a dare vita al terzo album dei Foo Fighters. Dopo i tumulti del precedente The Color and The Shape, l’obiettivo era quello di realizzare una “grande e potente opera rock fuori di testa”, una sorta di versione riveduta e corretta del White Album dei Beatles. La band si sarebbe riunita in uno studio all’avanguardia, realizzato nella nuova abitazione di Grohl ad Alexandria, nello stato della Virginia. Un luogo sicuro e protetto, nei pressi del suo vecchio liceo e lontano dalle tentazioni di Hollywood. Un ritorno alle origini che presto sarà caratterizzato da numerose difficoltà.

Il licenziamento di Franz Stahl dai Foo Fighters

Grohl, il bassista Nate Mendel, il batterista Taylor Hawkins e il chitarrista Franz Stahl avevano iniziato a riunirsi nei tempi e nei modi prestabiliti. Tuttavia, quest’ultimo stava iniziando a nutrire frizioni con lo stesso Dave. Franz non era minimamente d’accordo con i contenuti dell’album e il leader decise di licenziarlo con una telefonata. Franz volò rapidamente da Austin per confrontarsi con i suoi compagni di band a casa di Grohl. Il chitarrista sarebbe poi scoppiato in lacrime, visibilmente scosso da un incontro così traumatico. Dave e Franz avrebbero fatto pace solo dopo oltre dieci anni dall’accaduto.

La scelta di Nate Mendel di andarsene dalla band

Al contempo, Dave Grohl fu costretto a vedersela con un altro problema. Infatti, Nate Mendel lo telefonò per avvisarlo della scelta di andarsene, a sua volta, dai Foo Fighters. Il bassista aveva ormai deciso di tornare nel suo gruppo precedente, i Sunny Day Real Estate, che avevano scelto di tornare tutti insieme. Tuttavia, gli altri tre membri aspettavano solo Nate, chiedendogli impegno totale per il loro complesso. Mendel non nascose una certa tentazione nei riguardi di un simile progetto e chiamò a sua volta Grohl, che era molto arrabbiato. La mattina dopo, il bassista gli chiese scusa e tutto tornò alla normalità.

La registrazione dell’album preferito da Dave Grohl

Il terzo album dei Foo Fighters fu registrato senza altri intoppi. Ecco cosa ricorda Dave Grohl a riguardo: “È stata la sessione di registrazione migliore di sempre. Era l’atmosfera ideale, con la primavera in Virginia, le finestre aperte, le registrazioni tutta la notte per dormire fino a mezzogiorno. Quando riascolto quel disco, lo ricordo sempre come il mio preferito dei Foos. È un album rilassato, onesto, reale. Un’esperienza davvero unica per tutti noi”.

Il disco era ispirato ai brani di James Taylor, degli Eagles, dei Supertramp, dei Fleetwood Mac. Non sono mancati momenti di puro hard rock, ma nel complesso ha band ha mostrato il suo lato più morbido. L’album fu pubblicato il 2 novembre del 1999 e centrò la Top 10 negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Ormai, per il gruppo di Dave Grohl, era giunto il momento di spiccare il volo.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)