26 January, 2021, 19:27

Foo fighters, Dave Grohl: “ecco qual è il lavoro che ho odiato nella mia vita”

Quando immaginiamo alcune leggende della musica mondiale i primi pensieri che ci vengono in mente solo la fama, la gloria, la notorietà e il riscontro economico che ne consegue. Per molti di questi artisti, tuttavia, la scalata verso il successo non è stata affatto semplice. Prendete ad esempio Dave Grohl, l’artista oggi è la rockstar per antonomasia: prima è stato batterista dei Nirvana, poi l’indiscusso frontman dei Foo Fighters. Per arrivare a questo livello altissimo, tuttavia, la strada non è stata tutta in discesa. Grohl ha dovuto svolgere parecchi lavori prima di diventare la rockstar che conosciamo ora.

Uno dei primi lavori di Dave Grohl

Probabilmente non tutti sanno che l’iconico frontman dei Foo Fighters negli anni novanta lavorava come impiegato in un negozio di dischi. In realtà non era un negozio di dischi qualunque, era il “Tower Records”: uno dei brand commerciali più amati nella storia della musica

Per chi non lo sapesse la Tower Records è stata una rinomata catena di negozi di dischi statunitense con sedi in tutto il globo: dal Giappone alla Corea del Sud, dalla Malesia alle Filippine, passando per Regno Unito, Canda, Irlanda, Messico, Colombia, Argentina e Israele. Nonostante l’enorme successo la società si trovò in grossi problemi finanziari nel 2004 e, da lì a poco, dichiarò la bancarotta.

Non si trattava però di un semplice negozio di dischi, era un fenomeno globale, un vero e proprio rifugio per gli appassionati di musica. Vi basti pensare, infatti, che la Tower Records era bazzicata da artisti del calibro di Elton John e Bruce Springsteen. Sir Elton John, ad esempio, si è sempre trovato a suo agio nel negozio: per lui era come “incontrarsi con degli amici o trascorrere del tempo nel tuo bar preferito”. Il suo punto di riferimento era il Tower Records di Los Angeles, lo considerava come un “parco giochi musicale”.

L’esperienza di Dave Grohl alla Tower Records

Ciononostante, l’esperienza di Dave Grohl, all’epoca poco più che ventenne, come impiegato in questa catena di negozi non fu affatto positiva. L’artista, ancora oggi, definisce quel lavoro come “il peggiore di sempre”.

“Ho ottenuto quel lavoro alla Tower Records solo perché era l’unico posto in cui accettavano il mio taglio di capelli”, ricorda ironicamente Grohl. Forse all’epoca l’ex batterista dei Nirvana era troppo immaturo per comprendere la fortuna di lavorare in un negozio di dischi, ma la sua opinione, col tempo, è cambiata radicalmente: “Credo che i negozi di dischi abbiamo un potere unico. Sono una fonte d’ispirazione per le generazioni attuali e per quelle future.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)