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Francesco De Gregori, cosa c’è da sapere sul capolavoro Alice

Nel 1973, Francesco De Gregori ha scritto uno dei suoi autentici capolavori di una carriera straordinaria. Stiamo parlando di Alice, brano dal significato profondo e, per certi versi, alquanto criptico. Scopriamo insieme i dettagli relativi ad una canzone misteriosa, capace di segnare la storia della musica italiana in senso generale.

Cenni generali su Alice, il capolavoro di Francesco De Gregori

Alice è la traccia d’apertura del secondo album in studio di Francesco De Gregori, intitolato Alice non lo sa. Buona parte del pubblico non ha capito fin da subito l’impatto di questa canzone straordinaria, considerata ermetica e criptica. La critica non apprezzò particolarmente il brano perché raccontava troppe storie tutte insieme, difficili da decifrare. Ad ogni modo, questa straordinaria canzone racchiudeva vicende non inserite a caso, unite ad un filo conduttore ben preciso che era rappresentato proprio dalla figura di Alice.

Alice, un nome non scelto a caso

Fin dalla prima strofa, si nota quanto il nome Alice non sia stato scelto a caso da De Gregori. “L’immagine di Alice che guarda i gatti – spiega il cantautore – si ispira al romanzo di Lewis Carroll e ai disegni di John Tenniel. Quella bambina era stata il primo impatto visivo quando lessi il libro da piccolo”. In pratica, la protagonista è una rivisitazione di Alice nel paese delle meraviglie, che si sente imprigionata in un mondo al quale credeva di non appartenere. Lei osserva ciò che succede, guarda allo scorrere del tempo e ai gatti che corrono sui tetti, si rende conto di diverse storie intorno a lei. Dalla quasi suicida Irene alla fidanzata di tutti i soldati Lili Marleen, le citazioni non mancano.

La coppia di promessi sposi e la storia di Cesare

Il brano prosegue con la presenza di una coppia di sposi. Alice vede i futuri marito e moglie camminare tra la folla pettegola, con la sposa che è incinta e il matrimonio che viene così annullato. Ad ogni modo, nonostante le nozze non vengano portate a termine, lo sposo le resta accanto e cresce il bambino insieme a lei, annullando ogni convenzione sociale. Francesco De Gregori scelse di inserire questo riferimento per la sua voglia di fuggire dalla sua vita quotidiana. Al tempo stesso, un amante dimenticato è in attesa della sua donna, che però non si presenterà mai. Si tratta di Cesare Pavese, lo scrittore e poeta di inizio Novecento innamorato di una ballerina, ma mai corrisposto.

L’ultimo personaggio senza nome

Alice continua a sognare e fantasticare ed è immersa in un mondo poetico. Nella parte conclusiva, De Gregori si riferisce ad un mendicante arabo alle prese con una malattia incurabile, a quanto pare un cancro al cervello. Nonostante alcune modifiche al testo imposte dalla censura, il significato resta quello di un’umanità fragile ed effimera, oltre che di un senso di profonda rassegnazione. Ed è così che si torna alla storia di vuole restare vivo o fuggire dalla realtà, di cercare l’amore o di pensare solo a se stesso, senza lasciarsi attanagliare dalle convenzioni sociali di ogni ordine.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)