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Francesco De Gregori, la trilogia dedicata al Titanic

  1. Francesco De Gregori è uno dei maggiori cantautori italiani. E’ riuscito ad ottenere diversi riconoscimenti e sebbene la scena preferisca definirlo sia cantante, sia autore che poeta, egli preferisce definirsi artista. Nei suoi testi si riscontra però molto l’utilizzo di figure retoriche e altro, quindi quella di poeta, è una categoria che potrebbe essere assolutamente considerata. Il suo genere varia molto, va dal rock, ma riprende anche la musica popolare. Abile e molto profondo è l’autore di un album intitolato “Titanic“. Da qui la sua serie di tre canzoni dedicate al Titanic: la trilogia del Titanic di Francesco De Gregori. 

L’album

Si tratta dell’ottavo album studio di De Gregori, che si propone sia di andare verso un gusto nuovo, sia l’obiettivo di un concept album. Se la proposta di base era quella di creare qualcosa che trattasse del disastro dell’umanità, dell’apocalisse, c’è riuscito. Sceglie però un evento storico ben preciso, che risiede un po’ nella memoria e nel cuore di tutti: l’affondamento del Titanic. L’ispirazione è noto, proviene da una lettura di Enzensberger, l’Affondamento del Titanic. Pubblicato nel 1982, contiene tre tracce dedicate al Titanic. La prima di queste sarà “L’abbigliamento di un fuochista” in apertura a cui seguiranno “Titanic” e “I muscoli del capitano”. 

1- L’abbigliamento di un fuochista

E’ la canzone introduttiva e si presta in forma di ballata. E’ un dialogo fra una madre e un figlio, che verrà utilizzato come mezzo per creare come una sorta di sfondo per introdurre lo sfondo.

2- “Titanic”

Questa canzone è molto più esplicita rispetto alla precedente. Il testo poggia tutto su una metafora: quella della distinzione in classi. E’ evidente e riconosciuto come nel Titanic e nella società stessa di quel periodo predominasse la suddivisione in classi. Coloro i quali viaggiano in terza classe sono i “cafoni” che paradossalmente lì stanno anche bene: si sentono trattati da signori e quella cuccetta è sicuramente migliore dell’ospedale. D’altra parte, una ragazza di quindici anni è felice del suo nuovo cappello, mentre con le altre viaggia in prima classe. Oltre a mettere avanti una vera e propria scala sociale, De Gregori riesce anche ad inserire dei riferimenti all’iceberg, famoso per essere la causa dell’epilogo tragico: “E con il ghiaccio dentro al bicchiere/Faremo un brindisi tintinnante/ A questo viaggio davvero mondiale, a questa luna gigante”. 

3- “I muscoli del capitano”

E’ la conclusione della trilogia – ma in verità i fatti relativi alla nave saranno continuati in un altro album con un’altra canzone – ed è direttamente riferita al capitano. Qui il testo procede quasi a scatti. Il capitano che di solito non tiene paura ed è ben saldo, come un’ancora, non sa quello che lo aspetta: “Ma capitano non te lo volevo dire/Ma c’è in mezzo al mare una donna bianca”. Forse troppo sicuro di sé, il capitano asserirà che si può andare avanti tranquillamente. Così si chiude la trilogia di De Gregori dedicata al Titanic, con un filtro ottimistico che, ovviamente, poco ha a che vedere con il tragico finale. Una visione ottimistica, una falsa tranquillità, non cambierà il destino delle cose.

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Maria Geraci, 1999. Laureata in lettere moderne e studentessa magistrale di letteratura, filologia e linguistica italiana. Appassionata di rock, grunge e cantautorato. Ferrata nella stesura di articoli e aspirante scrittrice. (mariageraci9@icloud.com)