gtag('config', 'UA-102787715-1');

Le più belle canzoni che Francesco Guccini ha dedicato alle donne

Francesco Guccini ha arricchito il suo repertorio con le tematiche più disparate, espresse con una cura formale formidabile. La componente politica come sappiamo è molto presente nella discografia del cantautore. Vi sono anche canzoni d’amore, canzoni a sfondo storico, ispirate a opere letterarie, ecc. Francesco Guccini ha però dedicato anche alle donne diversi brani. Noi abbiamo selezionato quattro tra i più belli.

Canzone per Silvia

Questo brano è dedicato a Silvia Baraldini, che fece parte del Movimento Black Panther Party, che combatteva per i diritti dei neri. È stata condannata per associazione sovversiva a ben 43 anni di reclusione. Grazie a vari interventi di supporto riuscì a scontarne “solamente” 23. Guccini le dedicò questa canzone nel 1993, qui fa riferimento all’America ed alla sua permanenza in carcere.

Il cielo dell’America son mille cieli sopra a un continente
Il cielo della Florida è uno straccio che è bagnato di celeste
Ma il cielo là in prigione non è cielo, è un qualche cosa che riveste
Il giorno e il giorno dopo e un altro ancora, sempre dello stesso niente.

Canzone per Anna

Il testo è un quadro malinconico e intenso di quotidianità e semplicità di una donna di nome Anna. La giovane si sente sola (aggettivo che viene ripetuto più volte non a caso) e guarda la televisione, cerca di addormentarsi e di rilassarsi in mezzo ai mille pensieri negativi.

La luce incerta della sera getta fantasmi ed ombre sulla tua finestra
Non pensi o non vorresti più pensare
Bambine in fiore con sorrisi ambigui che lungo i colli si faranno cupi
Rincasano veloci per mangiare. 

Le ragazze della notte

In questa canzone si descrivono queste ragazze della notte, queste passanti, che forse vorrebbero una vita migliore. L’osservatore riflette su cosa rappresentano per lui, per ciò che hanno attorno, in un quadro triste e desolato. La semplicità e la miseria trova grande spazio in una descrizione genuina e sincera.

Ma chi aspettano le ragazze della notte in quei bar zuppi di alcolici e fiati,
Di uomini vocianti che strascinano pacchi di soldi forse male guadagnati,
Le vedi appendersi adoranti e innaturali a quei califfi cui io non darei una lira;
Chissà se sognano vite più normali mentre la notte gira gira gira.

Canzone delle ragazze che se ne vanno

In questo testo Guccini ha inserito tante cose. Il rimpianto di una storia finita, la nostalgia, la letteratura, la poesia, di tutto. Una donna o più donne che ormai sono andate via e che si ricorderanno del protagonista solo in certe circostanze. Ancora una volta passanti in una vita complessa e variopinta.

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.