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Francesco Guccini, La storia dell’amicizia nata grazie a L’Avvelenata

Uno dei brani più conosciuti di Francesco Guccini è senza dubbio L’Avvelenata. Secondo per popolarità forse solamente a La Locomotiva, lungo brano sul coraggio folle di un anarchico. L’Avvelenata fa parte di uno degli album più conosciuti di Guccini, Via Paolo Fabbri 43 ed è una forte ed intensa invettiva contro critici ed incompetenti che giudicano senza conoscere.

Ma s’io avessi previsto tutto questo
Dati causa e pretesto, le attuali conclusioni
Credete che per questi quattro soldi
Questa gloria da stronzi, avrei scritto canzoni
Va beh, lo ammetto che mi son sbagliato
E accetto il “crucifige” e così sia
Chiedo tempo, son della razza mia
Per quanto grande sia, il primo che ha studiato. 

Il riferimento ad un critico musicale

Nelle note proprio dell’album Via Paolo Fabbri 43, Francesco Guccini scrive:

Sono un cantastorie (non nel senso «storico» del termine) e (…) racconto, attraverso me, quello che faccio e che vedo, e non mi si deve dare di poeta o altro. Un po’ quello che dico nell’Avvelenata (…) ma in modo diverso, ironico (spero) e grottesco; e spero che l’amico che cito nella canzone non me ne voglia per aver lasciato il suo nome. Dopo un pomeriggio di chiacchiere e chiarimenti reciproci, spero di essergli diventato abbastanza amico da permettermi di fare dell’ironia su di lui. E poi quando ci siamo conosciuti, la canzone era fatta; l’ha ascoltata, e non mi è sembrato che si arrabbiasse.

Infatti, nella canzone troviamo citato Riccardo Bertoncelli. La storia di questa canzone è per questo dettaglio molto interessante. Infatti, Bertoncelli è un critico musicale che aveva stroncato Guccini, convinto che il cantautore si fosse venduto ai discografici. Naturalmente Francesco Guccini rimase estremamente male, ecco perché volle polemizzare con questo testo. Inizialmente lo eseguiva unicamente nei live, solo dopo decise di inserirlo nel famoso album.

Un’amicizia nata grazie a L’Avvelenata

Inaspettatamente, però, quando il critico musicale venne a sapere che il cantautore lo citava in questa canzone, non si arrabbiò, ma volle affrontarlo a viso aperto. I due si incontrarono, si racconta che Guccini cantò proprio la canzone in quel frangente e… Fecero amicizia! Così, la grande ostilità venne superata dal fatto che capirono di essersi semplicemente fraintesi. Lo stesso Bertoncelli ammetterà di essere stato troppo severo con Guccini nelle sue antecedenti critiche, mentre il cantautore spiegherà di essersi anche offerto di togliere il riferimento al critico nella canzone. Tuttavia, dopo questa bella amicizia nata così, sarebbe stato un peccato modificare il testo, che è quindi rimasto tale.

Colleghi cantautori, eletta schiera
Che si vende alla sera per un po’ di milioni
Voi che siete capaci fate bene
Aver le tasche piene e non solo i coglioni
Che cosa posso dirvi? Andate e fate
Tanto ci sarà sempre, lo sapete
Un musico fallito, un pio, un teorete
Un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate. 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.