Lettera di Freddie Mercury ai suoi genitori pubblicata su Instagram.

Freddie Mercury: l’assistente personale parla degli ultimi giorni del cantante dei Queen

Quando – nel 1991 – l’intramontabile e leggendario cantante dei Queen scomparve tragicamente il mondo della musica si mobilitò per ricordarlo. Concerti tributo, storie inedite e racconti – pezzi di vita che avevano come comun denominatore Freddie Mercury. Le testimonianze dei suoi compagni di band – soprattutto Brian May e Roger Taylor – sono ormai conosciute al grande pubblico. Così come le belle parole spese da altri artisti internazionali. “Se non mi fossi aggrappato ai testi di Freddie Mercury quando ero un bambino non sarei dove sono ora” disse di lui Axl Rose. David Bowie – che collaborò con i Queen nella canzone Under Pressure – elogiò Mercury dicedo “Di tutti i teatrali cantanti rock, Freddie era una spanna sopra tutti. Lui andava oltre”. Ora, dalle retrovie delle persone meno conosciute ma più intime con il grande cantante, si è alzata la voce del suo assistente personale. Peter Freestone – che è stato accanto a Freddie dal 1980 fino alla sua morte – ha ricordato le grandi feste organizzate a Kensington, la terribile diagnosi che lo condannò a morte e tanti altri racconti inediti sugli ultimi giorni del cantante dei Queen. 

Peter Freestone: assistente personale di Freddie Mercury

“Ero il cuoco di Freddie e il lavapiatti, il cameriere, il maggiordomo, il segretario […] Ho attraversato il mondo con lui, ero lì durante i momenti di gloria e attraverso i periodi bui” così inizia a parlare Peter Freestone, attraverso il suo canale. I fan dei Queen lo conoscono come Phoebe – il soprannome che gli diede Freddie Mercury in persona – ma per i più era semplicemente l’assistente personale di una delle più grandi rockstar che la storia abbia mai avuto. “Gli ho fatto anche da bodyguard quando serviva e alla fine, ovviamente, ero uno dei suoi infermieri”. 

Undici anni accanto alla voce dei Queen. Undici anni accanto ad uno dei cantanti più potenti e carismatici del mondo. Peter Freestone ha vissuto con Freddie Mercury nella casa dell’artista – a Kensington Garden Lodge. Era lì quando il frontman britannico ricevette la terribile diagnosi che lo avrebbe condannato a morte. E rimase al suo capezzale finché Mercury non scomparve, nel 1991. Un onore ma anche un immenso dolore quello di aver visto brillare ed eclissarsi un grande talento. Phoebe è rimasto amico anche con i restanti membri dei Queen ed era dietro le quinte durante la produzione del biopic Bohemian Rhapsody. Una vita completamente dedicata ai Queen e al loro cantante.

L’incontro tra Phoebe e Freddie

Peter Freestone ha la fortuna di incontrare Freddie Mercury nel 1979, mentre lavora nel reparto guardaroba del Royal Ballet. I due legano immediatamente, tanto che Peter lascia il proprio lavoro un anno dopo e si getta anima e corpo nel suo ruolo di assistente personale. In quanto intimo amico e collaboratore del cantante dei Queen, si trasferisce nella sua residenza a Kensington, assieme ai sei gatti di Freddie e a Jim Hutton.

“Mentre Freddie era in vita, era la casa più calda e accogliente che potessi desiderare – disse Peter Freestone a proposito del luogo che condivideva con Mercury – […] e come diceva Freddie non era un museo; Era una causa da vivere e di cui godere”. Questa atmosfera quieta, interrotta solamente dai party favolosi che organizzava di tanto in tanto il cantante dei Queen, cambiò radicalmente dopo la sua morte. “Per me, il minuto che Freddie morì, divenne solo mattoni e cemento”.

La malattia del cantante dei Queen

Ripercorrendo i grandi momenti assieme a Freddie Mercury, condividendo racconti inediti sui suoi ultimi giorni, Peter Freestone si ritrova a parlare anche di AIDS e della terribile diagnosi ricevuta dal cantante dei Queen. “Freddie sapeva che il virus dell’AIDS si stava diffondendo, e sapeva di amici che erano morti per la malattia – ricorda il suo assistente personale – […] Ma come molti di noi relegava questo pensiero in fondo alla sua mente e pensava “Non accadrà a me”.

Phoebe ricorda anche che fu grazie a Mary Austin se Freddie Mercury si decise a parlare con i medici. “Credo che all’inizio del 1987 Freddie sapesse già di essere malato, ma rimandava la conferma quanto a lungo poteva”. Il 24 Novembre del 1991 infine – a causa di una polmonite aggravata dall’AIDS – Freddie Mercury scomparve a soli 45 anni. “Sapevamo che non c’era molto tempo – ricorda ancora Peter – ma il medico di Freddie ci aveva detto che sarebbe rimasto con noi ancora per qualche giorno”. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.