Freddie Mercury, come fu convinto da Bob Geldof a cantare al Live Aid

Ne aveva già parlato Rami Malek, 37enne attore statunitense che si era aggiudicato il premio Oscar nel 2019 per la sua interpretazione in Bohemian Rhapsody. L’attore aveva detto che Bob aveva chiamato Freddie dicendogli che i Queen avrebbero avuto davanti il mondo, sia di persona che dietro le televisioni. E aveva perfettamente ragione. All’inizio Freddie non aveva capito ma bastarono solo qualche parolina in più di Geldof e i Queen firmarono la loro presenza al Live Aid. Niente a che vedere con la pellicola biografica su Freddie Mercury che racconta una sua verità. Ma come fu convinto da Bob Geldof a cantare al Live Aid?

CHI ERA BOB GELDOF

Ricordiamo che Bob Geldof scrisse la canzone Do They Know It’s Christmas? insieme a Midge Ure degli Ultravox, nel 1984, a scopi benefici. Il gruppo che cantò il pezzo, chiamato Band Aid, fece tutto per beneficenza. C’erano George Michael, i Duran Duran, Boy George e i Culture Club e moltissimi altri. In America fece la stessa cosa Lionel Richie e Michael Jackson con la celeberrima We Are The World. Anche lì i nomi erano notevoli: da Stevie Wonder a Bob Dylan, da Bruce Springsteen a Cindy Lauper. Tutti gli incassi andarono all’Etiopia, afflitta da una grave carestia nel 1985.

LA DECISIONE DEL LIVE AID

Proprio nel 1985 Bob decise di creare un mega concerto rock in mondovisione. Decise che il 13 luglio sarebbe stato il giorno perfetto per lo show musicale più grande di sempre. Scelse Wembley e lo stadio JFK di Filadelfia radunando ogni nome possibile. Da Sting ai Pink Floyd, da Ozzy Osbourne agli U2, Elton John e molti altri. Ovviamente l’invito venne esteso ai Queen i quali avevano molti interessi. Il loro desiderio era quello di continuare a pubblicizzare il loro ultimo album che conteneva Radio Ga Ga, ovvero The Works. Ma come convinse Freddie Mercury?

IL PRIMO COLLABORATORE

Fu un collaboratore e turnista dei Queen, Spike Edney, a proporre per la prima volta ai Queen la storia del Live Aid. Edney suonava con la band di Geldof, i Boomtown Rats e venne proprio chiamato solo successivamente da Bob Geldof. Bob all’inizio non aveva pensato ancora ai Queen, e i Queen furono un po’ risentiti. Freddie Mercury rispose di no al primo invito e non fu solo perché erano permalosi. Il motivo era anche perché i Queen non erano convinti del progetto e pensavano che non sarebbe mai venuta fuori una cosa decente. A quel punto Bob si rimboccò le maniche. E come fu convinto?

RIPULIRE L’IMMAGINE

Alla fine i Queen accettarono l’invito. Freddie Mercury rimase molto colpito da Bob Geldof e dal suo urgente desiderio di dare una mano. Il Live Aid era ormai una cosa certa e sarebbe stato un super successo per tutti coloro che avrebbero cantato e suonato. I Queen inoltre avevano fatto un passo falso, suonando in Sudafrica, a Sun City. Si tratta della città simbolo, all’epoca, dell’apartheid e tutti gli artisti avevano rifiutato di parteciparvi. Ecco che avevano bisogno di recuperare dall’errore e ripulirsi un po’. Il Live Aid era l’occasione giusta. E ci videro lunghissimo, dato che Freddie fece stravedere. Ora sapete come Freddie Mercury fu convinto da Bob Geldof a cantare al Live Aid.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.