Freddie Mercury e Michael Jackson: la storia del loro incontro

Freddie Mercury e Michael Jackson, due artisti completamente diversi

Quando pensiamo ad artisti come Freddie Mercury e Michael Jackson ci viene certamente in mente più la differenza tra i due che l’analogia. Questo perchè gli ambiti dei due artisti sono stati completamente diversi: Freddie, con i Queen, ha percorso una strada che era stata intrapresa dai Beatles e da pochi altri prima di loro, rivoluzionando il rock e la storia della musica vera e propria. Michael Jackson, invece, è stato l’artista più celebre di sempre, abile nel costruirsi un’immagine in costante evoluzione. La qualità c’è da entrambe le parti, eppure era espressa in maniera diversa.

Freddie Mercury e Michael Jackson, quindi, sono sì due artisti completamente diversi, ma non antitetici del tutto: un incontro tra le parti è possibile, e così è stato. Oggi vi raccontiamo proprio la storia di quell’incontro.

La storia dell’incontro tra Freddie Mercury e Michael Jackson

La storia dell’incontro tra Freddie Mercury e Michael Jackson parte nel 1980. Il cantautore e ballerino statunitense era fortemente interessato alla musica dei britannici, specie per l’album The Game, che aveva raggiunto per la prima volta la vetta della Bilboard 100, classifica statunitense; per questo, volle che le due parti – sebbene assolutamente distanti dal punto di vista musicale – si incontrassero. Certamente, dal punto di vista mediatico Michael Jackson era inarrivabile; comprese, infatti, subito le potenzialità di Another One Bites The Dust, singolo che inizialmente Freddie Mercury non voleva venisse pubblicato.

Certamente, nonostante la distanza tra Freddie Mercury e Michael Jackson, e di conseguenza anche con i Queen, l’incontro ebbe un senso. Lo statunitense si era avvicinato molto alle sonorità rock che avevano caratterizzato, ad esempio, il suo Beat It. Allo stesso tempo, invece, i Queen si erano avvicinati molto alle sonorità funk che erano proprie del Re del Pop. Un incontro non poteva che esserci. Basti pensare al seguito di The Game, intitolato Hot Space: le sonorità del decimo album in studio sembrarono essere chiaramente ispirate a quelle di Thriller, uscito nello stesso anno. La differenza? Thriller divenne il successo più grande della storia, Hot Space – invece – fu un flop.

Quell’incontro, forse, è giusto ricordarlo anche per altro. Michael Jackson voleva portare un lama in studio. E lo fece, a dire il vero, tanto che Freddie voleva scappare: “Sto registrando con un lama. Michael porta tutti i giorni il suo cucciolo di lama in studio e non sono davvero abituato a registrare con un lama. Ne ho abbastanza e vorrei andarmene», disse al suo manager.

I segreti delle loro registrazioni

Dell’incontro del 1983 tra Freddie Mercury e Michael Jackson rimane ben poco. Da quel momento in poi circolarono sul mercato due demo, insieme a una misteriosa traccia – di nome Victory – di cui vogliamo svelarvi qualche particolare. In generale, cercheremo di chiarirvi i segreti delle loro registrazioni. Per quanto riguarda proprio il primo album, è l’unico tra i tre suonati da statunitense e britannici che non ha mai visto la luce. Si pensava che, nel 2002, potesse essere inserito in un Greatest Hits di Michael Jackson, ma così non fu.

Perchè lo statunitense non utilizzò mai quel brano nel suo repertorio? Probabilmente perchè era un brano dei soli Queen, che Freddie Mercury voleva riproporre da solista. Eppure, Jackson utilizzò questo stesso titolo, ma in un suo album (che comunque non contiene il pezzo). Gli altri due brani sono State Of ShockThere Must Be More to Life the This. Il primo brano fu inizialmente suonato e cantato con Freddie Mercury, ma le etichette imposero poi a Michael Jackson (che aveva poco potere decisionale, per via di questioni di marketing) di riproporlo cantato con Mick Jagger, in modo da far schizzare la popolarità dopo la recente collaborazione con Paul McCartney.

Freddie non si oppose, nonostante la sua presenza nelle sonorità e nel testo del brano fosse preponderante. Anche in questo caso si pensò che la canzone originaria potesse essere presente nel Greatest Hits del 2002, ma così non è stato. Ai posteri – quelli di Jackson – l’ardua sentenza.

In ultimo, il secondo tra i due brani proposti, fu realizzato negli studi di registrazione di Michael Jackson: Freddie vi si recò perchè voleva che il brano chiudesse l’album The Works, anche se alla fine preferì inserire un altro pezzo. Il brano è, comunque, conosciuto perchè il britannico lo inserì in un suo album da solista (Mr. Bad Guy). Inoltre, di recente è stato fatto anche un remix – molto invasivo, a dire il vero – che ha riportato in auge il brano. Delle tre canzoni, questa è quella che ottenne più popolarità, oltre che la più conosciuta di Freddie Mercury e Michael Jackson.

 

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.