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Peter Freestone: “Freddie Mercury aveva programmato la sua morte…”

Freddie Mercury si spegne nella sua abitazione di Londra il 24 Novembre 1991. Il cantante dei Queen è malato di AIDS e il virus aggrava in modo fatale una broncopolmonite contratta negli ultimi giorni di vita. L’ultima apparizione pubblica di Mercury risale al 18 Febbraio 1990 – in occasione del conferimento ai Queen del BRIT Award. Da quel momento le illazioni e le speculazioni sul suo stato di salute si fanno sempre più insistenti. Il 30 Maggio dello stesso anno il cantante compare nel video di These Are the Days of Our Lives – sensibilmente emaciato e dimagrito. Per questi motivi la clip verrà diffusa soltanto dopo la sua morte. Negli ultimi giorni di vita, Freddie Mercury è circondato dagli affetti più cari – tra i quali il suo assistente personale. Proprio Peter Freestone – che per Mercury lavorò 12 anni – ha svelato la drastica decisione presa dal cantante prima di morire.

La scoperta della malattia

Alla fine del 1986, Freddie Mercury si accorge di avere dei problemi di salute. Decide di sottoporsi a dei test del sangue per riscontrare un’eventuale positività al virus dell’HIV. Fino a questo momento pochissime persone sono a conoscenza delle sue decisione. Nell’Aprile del 1987 – dopo esami ancora più specifici – riceve la drammatica notizia. Il cantante dei Queen risulta positivo e pochi mesi dopo gli viene diagnosticato l’AIDS.

Nonostante la tremenda condanna che sembra abbattersi sulla sua vita, Mercury prosegue con i propri impegni musicali e personali. Quando – nel 1989 – le sue condizioni diventano evidenti, il cantante confessa la malattia solo alle persone più intime. In primis Brian May, Roger Taylor e John Deacon. Mentre le illazioni sulla sua malattia iniziano a diffondersi a macchia d’olio – supportate anche dalle dichiarazioni di alcuni suoi ex amanti – Mercury nega tutto e si ritira dalla vita pubblica.

Gli ultimi anni di vita

Nel 1990 Fredde Mercury compare dunque per l’ultima volta in televisione. I Queen sono costretti a diffondere un altro comunicato stampa per smentire le voci sul cantante – data anche la morte per AIDS di Nikolai Grishanovich, uno degli amanti di Mercury. Nella primavera del 1991 comunque, quest’ultimo si trasferisce a Montreux. Nella casa sul lago presa in affitto – denominata Duck HouseFreddie Mercury continua ad incidere alcune tracce vocali, sebbene la malattia lo debiliti molto e lo costringa a letto la maggior parte del tempo. A fine Giugno, il cantante dei Queen fa ritorno a Londra poiché – con l’aggravarsi delle sue condizioni e la fine ormai vicina – vuole stare accanto ai suoi cari.

Peter Freestone al capezzale di Freddie Mercury

Il cantante dei Queen trascorre le ultime settimane della sua vita nella residenza di Garden Lodge, a Londra. Lì riceve di nascosto dei medicali sperimentali che – purtroppo – non danno gli effetti sperati. Accanto a lui – al capezzale – Mary Austin, Jim Hutton – compagno di Mercury – Joe Fanelli, suo chef personale e Peter Freestone. Quest’ultimo è l’assistente personale del frontman dei Queen e lavora per lui da ben 12 anni. E’ proprio Freestone ha svelare la drastica decisione presa da Freddie Mercury negli ultimi giorni di vita – quando ormai era chiaro che l’AIDS lo avrebbe portato via.

Le parole dell’assistente personale

“Aveva deciso di morire dopo che – il 10 Novembre 1991 – aveva smesso di assumere le medicine che lo stavano mantenendo in vita – ha recentemente svelato Peter Freestone, assistente personale di Freddie MercuryL’AIDS aveva cancellato ogni autonomia di Freddie, è stato il suo modo di riprendere il controllo della sua esistenza”. Una fine quindi “programmata” in un certo senso dal cantante dei Queen. Con l’avanzare della malattia e la consapevolezza che la sua fine fosse vicina, Mercury decise di riprendere controllo sul suo corpo e la sua mente. Decisione ulteriormente corroborata dal comunicato ufficiale che fa redigere il 22 Novembre.

Quel giorno Freddie Mercury convoca a Garden Lodge, Jim Beach – manager dei Queen – e gli fa scrivere un comunicato stampa da diffondere il giorno seguente. Nel messaggio, Mercury annuncia al mondo intero di essere malato di AIDS e invita le persone affette come lui a lottare contro questo terribile male. “Da quel momento Freddie è cambiato totalmente – ha continuato a raccontare Freestone – […] In tutti quegli anni non avevo mai visto Freddie così rilassato. Non c’erano più segreti. Non si nascondeva più”. La mattina di quel tragico 24 Novembre – mentre stava per andarsene – Peter si sente afferrare la mano da Freddie Mercury. “Mi ha preso la mano e ci siamo guardati negli occhi. Mi ha detto “Grazie”. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.