Perché Freddie Mercury smise di curarsi due settimane prima di morire?

Il 24 Novembre 1991 Freddie Mercury – intramontabile voce e volto dei Queen – muore nella propria dimora, logorato da una malattia implacabile: l’AIDS. Circondato dagli amici di sempre, Mercury se ne va nel riserbo e nel silenzio, lasciando un vuoto incolmabile tanto nella musica quanto nel mondo dell’Arte in genere. Molte cose sono state dette – negli anni – riguardo quell’ultimo periodo di malattia della grande rockstar. Recentemente Elton John – grande amico e collega di Freddie Mercury – è tornato sull’argomento durante la promozione del suo memoir Me. In un’altra intervista invece Peter Freestone – assistente personale del cantante dei Queen – ha parlato del perché Mercury smise di curarsi due settimane prima di morire.

La decisione di Freddie Mercury

Elton John sta promuovendo il proprio memoriale, dal titolo Me. Tra le pagine che ripercorrono vita e carriera del cantautore britannico, ampio spazio trovano i ricordi e i racconti su Freddie Mercury. I due negli anni ’80 – assieme anche a Rod Stewart – sono inseparabili. Tanto più che parlano della possibilità di fondare un super gruppo assieme. Elton John viene a sapere della terribile diagnosi ricevuta dall’amico già nel 1987 e rimane al suo capezzale fino alla fine. Come John, tante altre persone vicine al cantante dei Queen accolgono con rassegnazione la sua decisione di non voler prendere più medicinali.

Anche Dave Clark – grande amico di Freddie e leader dei Dave Clark Five – raccontò di come fosse venuto a sapere della malattia e della presa di posizione del cantante. “Freddie aveva provato di tutto […] Diceva che la prossima generazione doveva sconfiggere questo male – raccontò Clark – […] Freddie amava la vita. L’ha vissuta in pienezza. E verso la fine, quando si rese conto che non era più divertente, decise di sospendere i farmaci. Stava soffrendo e purtroppo non c’era via d’uscita”.

Parla Peter Freestone

Quando Freddie Mercury smette di prendere le medicine che lo aiutano contro la malattia, i suoi amici accettano con rassegnazione la sua decisione. Tutti sono consapevoli che – in ogni caso – dall’AIDS non si può fuggire. Anche Peter Freestone – assistente personale del cantante dei Queen – è tornato a parlare recentemente di quei momenti. Mercury smise di curarsi due settimane prima di morire.

“Sapeva che il momento stava arrivando – ha detto Peter, chiamato amichevolmente Phoebe da Mercury – […] Decise due settimane prima della fine che non avrebbe preso più le medicine che lo tenevano in vita. Aveva il controllo anche se la malattia lo stava uccidendo”. Peter Freestone – che ora vive nella Repubblica Cieca – interviene regolarmente agli eventi sulla prevenzione dell’AIDS come speaker. Il suo obiettivo è informare e diffondere consapevolezza – soprattutto tra i più giovani – di questa terribile malattia.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.