gtag('config', 'UA-102787715-1');

Giorgio Gaber, La canzone “Io non mi sento italiano” ci insegna ad essere italiani

Giorgio Gaber è uno dei cantautori che ha maggiormente criticato ed analizzato la società italiana. Sia in ambito culturale che politico, Gaber insieme con Sandro Luporini (co-autore dei suoi testi) ha sempre mostrato un modo di concepire il Paese a tratti utopico, a tratti fortemente realistico. Se vogliamo conoscere la storia dell’Italia, ascoltare diversi brani di Gaber può esserci d’aiuto. Apertamente anarchico, ha con grande maestria squarciato il velo di Maya dietro il perbenismo di certuni, mostrando la verità di una realtà politica complessa  e spesso corretta. Nella sua canzone Io non mi sento italiano, ha messo in musica luci e ombre di una Italia che dobbiamo amare, ma non troppo, riconoscendo i suoi pregi, ma anche i suoi difetti.

L’ultimo album di Giorgio Gaber

Poche settimane dopo la morte di Gaber, avvenuta nel Gennaio del 2003, è uscito l’album Io non mi sento italiano. Contiene dieci tracce di cui solo sei inedite e tre invece vengono riproposte da precedenti album. Le tematiche principali di questo album sono senza dubbio la società italiana, la corruzione e le maschere che ognuno di noi porta. Ciò con forte ironia, sarcasmo, ma spesso anche con grande amarezza.

Questo mondo
corre come un aeroplano
e mi appare
più sfumato e più lontano.
Per fermarlo
tiro un sasso controvento
ma è già qui che mi rimbalza
pochi metri accanto.

Questo è un mondo
che ti logora di dentro
ma non vedo
come fare ad essere contro.
Non mi arrendo
ma per essere sincero
io non trovo proprio niente
che assomigli al vero.

– Il tutto è falso, Giorgio Gaber

Io non mi sento italiano, ma purtroppo lo sono

Nella canzone che dà il titolo all’album, Giorgio Gaber come sempre demistifica la realtà ipocrita e spesso troppo semplicistica per giungere a principi più alti e definiti. Viene offerto un quadro piuttosto critico del nostro Paese, che con tutti i suoi difetti spesso ci fa vergognare di essere italiani. Io non mi sento italiano, ma per fortuna, o purtroppo, lo sono dice la voce del nostro Signor G in questo celebre brano. Qui l’autore mira a criticare e debellare una forma di fanatismo eccessiva, bisogna essere consapevoli di dove si vive, con tutti i pro i contro:

Mi scusi Presidente
Dovete convenire
Che i limiti che abbiamo
Ce li dobbiamo dire
Ma a parte il disfattismo
Noi siamo quel che siamo
E abbiamo anche un passato
Che non dimentichiamo.

Per fortuna siamo italiani

Questo non significa sminuire sempre l’Italia, ma anzi bisogna difenderla da coloro i quali non la conoscono abbastanza:

Mi scusi Presidente
Ma forse noi italiani
Per gli altri siamo solo
Spaghetti e mandolini
Allora qui mi incazzo
Son fiero e me ne vanto
Gli sbatto sulla faccia
Cos’è il Rinascimento.

La chiave per riflettere e parlare a proposito dello Stato Italiano è quindi tenere a mente il suo passato con tutti i momenti bui, ma anche con il grande pregio di un luogo dalla storia illustre. Ecco perché tra “per fortuna” e “purtroppo” Gaber infine sceglie di dire “per fortuna”:

Io non mi sento italiano
Ma per fortuna o purtroppo
Per fortuna o purtroppo
Per fortuna…
Per fortuna lo sono.

Share

Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.