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Giorgio Gaber, Quando compose la più bella canzone d’amore italiana

Forse sembra un titolo esagerato, quello di più bella canzone d’amore italiana, ma non lo è se pensiamo al fatto che ci riferiamo a Giorgio Gaber. Pochissimi cantautori hanno saputo descrivere fragilità e debolezze umane come il Teatro Canzone del Signor G. Sicuramente nel corso dei suoi spettacoli, Gaber ha trattato numerosi temi con grande acume. L’amore non sembra essere il principale argomento delle sue canzoni, certo, sembra preponderante l’analisi profonda ed attuale che fa della società, della politica, ecc. Ma il Teatro Canzone si occupa anche dell’uomo con tutte le sue sfaccettature. E l’amore sicuramente ne è un tratto fondante.

E pensare che c’era il pensiero

Nel 1994 viene registrato dal vivo al Teatro Vittorio Alfieri di Torino E pensare che c’era il pensiero. È uno degli album più apprezzati di Giorgio Gaber. Il tema centrale è ancora una volta la critica alla società, in particolar modo alla superficialità con cui ormai si ragiona. Una volta c’era il pensiero, adesso si è perso ogni ideale, ogni ragionamento profondo. Destra-Sinistra è uno dei brani più famosi del disco ed è l’emblema della perdita dell’ideologia, che viene trascurata per dare spazio a stereotipi inutili e piuttosto campati in aria. Il protagonista di questo album è un intellettuale deluso, a cui fa male il mondo (Mi fa male il mondo è una delle canzoni più brutali, divisa in due parti) poiché gli sembra tutto senza alcuna soluzione. Altri argomenti sono la chiesa, il sesso, i legami tra gli uomini. È una costante ricerca dell’altro quella che fa da colonna sonora a tutto. Malgrado tutta la delusione nei confronti della società, Gaber cerca ancora un appartenenza che sembra però non ottenere (non a caso nell’album è presente la Canzone della non appartenenza).

Quando sarò capace d’amare

Una delle canzoni più originali e interessanti del disco è sicuramente Quando sarò capace d’amare. È probabilmente la più bella canzone d’amore mai composta, in quanto caratterizzata da forte originalità e profondità. Innanzitutto, alla base di tutto sembra esserci la capacità d’amare. Alla base di E pensare che c’era il pensiero c’è l’utopia di una speranza di appartenenza seppur mai raggiunta. Così Quando sarò capace d’amare mostra come, quando si è davvero capaci di provare amore, tutto il resto non possa più farci del male. Le prime strofe sembrano riferirsi a Freud ed ai mostri che abbiamo dentro (titolo di un’altra canzone di Giorgio Gaber), per poi descrivere cosa significa stare con una persona. Gaber essendo un uomo etero naturalmente si riferisce ad una donna, dipinge un idilliaco momento con lei, fatto di quotidianità e soprattutto che non riguardi il dovere. Ciò non significa che una persona quando ama non debba avere dei doveri verso l’altro – o la canzone non parlerebbe certo di capacità d’amare – quanto che se davvero si ama, amare non è mai un dovere, ma tutto ciò che si fa avviene spontaneamente.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.