Gloomy Sunday: storia di una canzone maledetta

Le storie e le leggende metropolitane che aleggiano nel mondo della musica hanno un grande potenziale di suggestione e intrigo. Sono racconti che narrano la vita travagliata di alcune rockstar, sono aneddoti sulle band che hanno segnato la musica globale. Sono anche le origini di alcuni brani e testi che, per caratteristiche uniche e particolari, sono riusciti a trascendere il dato musicale vero e proprio, entrando nella cultura e nella coscienza collettiva. Quando gli ungheresi Seress e Jàvor scrissero Triste Domenica nel 1933 non immaginavano certo che sarebbe passata alla storia come la canzone dei suicidi. Quale storia c’è dietro a questo brano conosciuto come Gloomy Sunday?

Triste Domenica, canzone ungherese del 1933

Inizialmente Triste Domenica di Seress e Jàvor riscosse un grande successo come brano jazz. Registrata per la prima volta nel 1935 con il trascorrere degli anni vide fiorire un gran numero di sue cover in altre lingue. Una di queste, Gloomy Sunday – cover statunitense del 1936 – contribuì alla diffusione di una leggenda metropolitana oscura e sinistra. Secondo questi racconti il carattere malinconico e profondamente triste del testo, avrebbe dato il via ad una serie di suicidi a catena. Per questo motivo Triste Domenica è nota in inglese come Hungarian Suicide Song. Difficile è inquadrare un tale brano perché difficile è anche inquadrare la storia giusta che vi è dietro.

Secondo una versione, Triste Domenica sarebbe nata in seguito ad un litigio di Seress con la propria compagna. In una piovosa e scura domenica a Parigi o Budapest, la donna abbandonò il musicista. Alcuni dicono anche che si sia suicidata, lasciando un biglietto d’addio sul quale era scritto solo il titolo della canzone. Un’altra versione sostiene invece che Seress avesse scritto un brano chiamato Fine del Mondo, partendo dalla sua condizione di ebreo nel periodo dell’ascesa del Nazismo. Triste Domenica sarebbe stata poi interamente riscritta da Jàvor.

L’inizio della leggenda metropolitana

Nel 1936 venne realizzata la cover americana di Triste Domenica, dal titolo Gloomy Sunday. Sebbene il testo risalisse a tre anni prima, fu solo da quell’anno che si iniziò a diffondere la credenza che la canzone spingesse al suicidio. Le parole profondamente tristi e la melodia malinconica sembra fossero legati ad alcuni casi di morte a catena. La circolazione di queste voci spinse molti a cercare alcuni di questi casi. Una giovane donna di Berlino morta impiccata con lo spartito di Triste Domenica ai piedi. Una segretaria di New York che, prima di uccidersi con il gas, chiese che la canzone fosse eseguita al suo funerale. Un fattorino romano che si sarebbe gettato nel Tevere dopo averla sentita cantare da un mendicante.

Il dilagare di questa leggenda nella mentalità collettiva creò un tale suggestione che la BBC – durante i bombardamenti tedeschi – vietò la diffusione della cover di Billie Holiday. Il brano era ritenuto troppo triste in un periodo drammatico e angosciante per la nazione. La cosa incredibile è che tale divieto venne revocato solo nel 2002. Ancora una volta questa storia conferma da un lato il potere suggestivo della musica e dall’altro il pericolo insito nella capacità creativa della mente umana, quando essa genera mostri. Seress comunque morì nel 1968, gettandosi da una finestra del suo appartamento a Budapest.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.