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I Greta Van Fleet stanno realmente cambiando il rock?

Tra i tanti artisti rivelazione emersi negli ultimi anni, forse i più controversi sono i Greta Van Fleet. La band dei fratelli Kiszka si è attirata tante critiche quanti elogi. Tra chi li vede come l’unica salvezza possibile per il rock e chi li accusa di essere semplici emulatori di un gruppo ben più famoso di loro, i commenti si sprecano. Perché il paragone con i Led Zeppelin di Robert Plant e Jimmy Page sembra impossibile da evitare. Ma – oltre tutto questo e affidandosi ad un’analisi oggettiva – i Greta Van Fleet stanno realmente cambiando il rock?

Greta Van Fleet: formazione e influenze

Nel 2012 i fratelli Kiszka e Kyle Hauck formano il nucleo originario dei Greta Van Fleet. Nell’Ottobre dell’anno successivo Hauck lascia la formazione e viene rimpiazzato – poco dopo – da Daniel Wagner. Assieme al primo batterista i Greta Van Fleet pubblicano tre canzoni: Highway Tune, Cloud Train e Standing On. Successivamente, le ultime due vengono tolte dal mercato discografico. I fratelli Kiszka e Daniel Wagner decidono di scommettere completamente sulla prima delle tre tracce.

Nel 2017 viene pubblicato il loro EP di debuttoBlack Smoke Rising – che avrebbe dovuto far parte di una trilogia. Grazie al successo ottenuto i Greta Van Fleet partono per un breve tour assieme ai The Struts. Nello stesso anno viene rilasciato il secondo EP – From the Fires. Nonostante la preannunciata trilogia, la band si mette subito al lavoro sull’album di debutto. Il 19 Ottobre 2018 viene pubblicato Anthem of the Peaceful Army. Segue un tour mondiale.

Grammy Award per From the Fires

I Greta Van Fleet sono stati paragonati – fin da subito – ai Led Zeppelin. Secondo l’opinione di molti il cantante Josh Kiszka ha una voce molto simile a quella di Robert Plant mentre Jake imita lo stile da palco di Jimmy Page. Tra chi li ama e chi li odia, la band statunitense si è comunque portata a casa molto soddisfazioni. Nel 2019 ha vinto il Grammy per il miglior album rock con From the Fires, oltre a tre candidature per Miglior artista esordiente, Miglior interpretazione rock per Highway Tune e Miglior canzone rock per Black Smoke Rising.

Il paragone con i Led Zeppelin

Nonostante il confronto – ripetuto e sottolineato – con la band di Robert Plant, i Greta Van Fleet hanno indubbiamente riportato un certo tipo di rock sotto i riflettori. Sebbene i fratelli Kiszka attingano a piene mani al sound e alla musica degli anni ’70, era qualcosa che non si sentiva da molto tempo. In un’epoca di brani costruiti artificialmente in studio e musica commerciale, i Van Fleet hanno se non altro il merito di suonare davvero. C’è autenticità, anche se è quella del rock del passato. Avere debiti con il passato è normale – soprattutto se ci si ispira al periodo d’oro del rock – ma il talento è indubbio.

Le influenze dei Greta Van Fleet sono manifeste, ma siamo comunque di fronte a quattro ragazzi giovanissimi che invece di buttarsi sul commerciale hanno deciso di fare rock ‘n’ roll. Messi da parte i puristi del genere – che reputano giustamente irripetibili i Led Zeppelin – bisogna dare a Cesare ciò che è di Cesare. I meriti ci sono, il talento pure – diviso equamente tra tutti quanti – e per il resto serve l’esperienza che sicuramente hanno tutto il tempo di fare. 

L’opinione delle rockstar

Greta Van Fleet si o Greta Van Fleet no? Anche le rockstar hanno voluto dire la loro. Da Alice Cooper a Slash fino ad arrivare allo stesso Robert Plant. “E’ un gruppo che ha riflettutto sul fatto che i Led Zeppelin hanno dominato la scena musicale a lungo – ha detto Cooper a riguardo – […] la gente è pronta per i nuovi Led Zeppelin, ecco quindi che il rock torna ad essere in prima linea”. Slash, per quanto sia d’accordo su chi sottolinea la somiglianza con gli Zeppelin, apprezza l’entusiasmo e l’autenticità dei Van Fleet. Cosa ha detto Rober Plant invece? “Ha preso in prestito la voce da qualcuno che conosco molto bene – ha commentando, scherzando, a proposito di Josh Kiszkaalmeno ha un pò di stile perché ha detto che ha basato tutto sugli Aerosmith”.

 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.