Grunge, come tutto è nato con la Sub Pop e con Seattle

Guardare indietro nella storia, ripercorrendo certi eventi e certi momenti, porta spesso a domandarsi se le cose potevano andare in modo diverso. Le cose accadono per una predisposizione fatalistica oppure sono determinate dal contesto e dalle circostanze ambientali? Prendiamo il Grunge. Un movimento underground, una contro cultura giovanile che esplode in un tempo breve, in un’area geografica limitata. La città di Seattle fa da bacino ad una serie di band che, intercettate e promosse dall’etichetta discografica Sub Pop, esportano il termine e il sound Grunge in tutto il mondo. Perché proprio Seattle? E come ha fatto la Sub Pop a plasmare, creare un genere quasi dal nulla, unendo gruppi molto diversi gli uni dagli altri?

Sub Pop Records, il sound di Seattle: fondazione e storia

La Sub Pop Records è un’etichetta discografica con sede a Seattle, nello stato di Washington, dal 1986. Bruce Pavitt – fondatore assieme a Jonathan Poneman – ne getta già le basi ad Olympia ma la casa assume i suoi tratti definitivi con il trasferimento di Pavitt a Seattle e l’incontro con Poneman. Al 1987 risale la pubblicazione del primo EP dei Green River, Dry as a Bone. Ben presto la Sub Pop diventa sinonimo della temperie musicale della città, grazie alla scritturazione e promozione di band locali che si stavano affacciando sulla scena statunitense. Nel 1988 è la volta di Love Buzz/Big Cheese dei Nirvana, diamanti di punta dell’etichetta.

Il sound e la musica Grunge prendono avvio proprio dalla Sub Pop, che ne diffonde il verbo in tutti gli States e in Europa. Dai Dinosaur Jr. ai Green River, dalle Hole di Courtney Love ai Mudhoney. I nomi delle band che vengono scoperte dalla Sub Pop sono tantissimi se si pensa al successo e alla fama che raggiungeranno dopo: Screaming Trees, Nirvana, The Smashing Pumpkins, i Soundgarden di Chris Cornell, Sonic Youth. E’ tutt’ora oggetto di discussione se si debba considerare il Grunge come un genere specifico o, piuttosto, un’etichetta per distinguere una serie di band nate unicamente dalla stessa scena musicale. In ogni caso l’esplosione di questo fenomeno repentino, come il punk rock dalla California Bay, denota una concentrazione fittissima delle stesse suggestioni e degli stessi stimoli. Una mescolanza di generi proveniente dall’hard rock, dal punk rock e dall’heavy metal. E, inoltre, la predisposizione più che in qualsiasi altro ambiente a collaborare tra diverse band, creando gruppi ibridi.

La genesi del Grunge negli anni ’90

Perché Seattle? Perché proprio questa città piccola, isolata e musicalmente ignorata fece da culla ad uno dei fenomeni più veloci e musicalmente influenti degli anni ’90? Nessuno portava la musica a Seattle, i  tour manager non la prendevano in considerazione per le proprie date. La città americana doveva crearsi la propria scena musicale. Negli anni ’90, per una serie di circostanze sicuramente fortuite ma dettate anche dal clima sociale circostante, si venne a creare un’enclave di giovani emarginati idealisti, con le stesse frustrazioni e lo stesso bisogno di gridarle attraverso la musica. Frequentavano tutti gli stessi giri e suonavano tutti negli stessi locali. La Sub Pop ebbe allora la lungimiranza di accogliere e registrare questi sound per esportarli fuori da Seattle. Lo fa con i Nirvana, i Mudhoney e i Soundgarden fondando le basi del Grunge. Poi questo movimento, che se non lo si vuole definire musicale è sicuramente ideologico, prende vita da sé e arriva fino agli Alice in Chains e ai Pearl Jam.

La Sub Pop da un’identità e un nome al Grunge poi, lentamente, tutti i gruppi nati sotto la sua ala si spostano verso le major. I Nirvana nel 1989 rilasciano Bleach per l’etichetta di Seattle, ma Nevermind viene pubblicato dalla Geffen Records. In ogni caso, dopo la pubblicazione dell’album di debutto, il Grunge saltò agli occhi di tutti, divenendo uno stile oltre che un genere musicale. Dopo Bleach i discount statunitensi Kmart iniziarono a vendere una linea di abbigliamento per pubblicizzare i Nirvana e il nascente movimento di Seattle. Le camicie di flanella e i maglioni divennero così sinonimo del Grunge stesso. Quindi, perché proprio Seattle? L’America Nord Occidentale degli anni ’90 costituisce un ambiente specifico e localizzato caratterizzato dalla disoccupazione e dalla ribellione giovanile. Prendendo ispirazione dall’hardcore punk degli anni ’80, i giovani si abbandonano alla droga e danno vita ad una musica fortemente localizzata, cercando di sfuggire la noia e la frustrazione.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.