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Guns N’Roses: quella volta che Slash rischiò seriamente di morire a causa di un….

Ogni appassionato di musica conoscerà sicuramente Slash, iconico chitarrista dei Guns N’Roses e leggenda vivente della musica rock. Slash, al secolo Saul Hudson, è ancora oggi uno dei chitarristi più amati e apprezzati dell’intera industria musicale. Ovviamente da buona rockstar nella sua vita non sono certo mancati gli eccessi e le follie, molto spesso legate ad alcool e droghe. E, oggi, vogliamo proprio soffermarci su questo aspetto, raccontandovi di quella volta che Slash rischiò seriamente di morire per overdose.

Quella volta che Slash rischiò seriamente di morire

Slash, insieme ad Axl Rose e gli altri guns, ne ha combinate davvero di tutti i colori e, ormai, non ci meravigliamo più di niente. C’è stata, però, una volta in cui il chitarrista di Hampstead rischiò seriamente di morire. Nel 1992, proprio mentre la band era all’apice del successo, Slash ebbe un overdose e un conseguente arresto cardiaco. Il musicista in quell’occasione aveva assunto pesanti dosi del cosiddetto speedball (cocaina ed eroina insieme) e per ben otto minuti rimase per terra, privo di vita. A raccontare l’episodio è stato lo stesso chitarrista, durante un’intervista per la BBC: 

“Mi reputo veramente un uomo fortunato. Sono riuscito a superare quel periodo e ne sono uscito sano e salvo. Sono riuscito ad uscire fuori da quel vortice, a mantenere integra la mia passione per la musica e soprattutto a mantenere integra la mia salute. Mi considero veramente fortunato, poteva finire anche diversamente.”

L’overdose da speedball

Il musicista ha poi fatto un paragone piuttosto interessante: “Avete presente il film del 1995 di Martin Scorsese ‘Casino’ con Sharon Stone? Ricordate la scena in cui lei si ritrova nell’hotel insieme al personaggio interpretato da James Wood e va in overdose per poi morire? Ecco, è esattamente così che è successo anche a me.”

“Quando mi sono risvegliato -ricorda ancora l’artista- ero ancora nell’hotel, circondato da medici. Ecco fino a quel punto ricordo qualsiasi cosa, ma poi vuoto più totale. Quando i medici cercano di riportarti in vita, attraverso quella sorta di scossa elettrica, è una sensazione inconfondibile: una confusione totale fatta di voci e luci. L’ho provata un paio di volte e vi assicuro che me la ricordo perfettamente.”

Fortunatamente il chitarrista dei Guns N’Roses è uscito da certi brutti giri e ormai è pulito da circa 14 anni: “Credo di aver smesso nel 2006 e, ovviamente, non è stato per niente semplice. Bisogna accettare il fatto che ormai il danno è stato fatto ed è irreparabile. Non si può tornare indietro. C’è poi bisogno di una certa concentrazione, una certa lucidità. Tutto ciò che vuoi è provare a condurre una vita diversa, ma per riuscirci ci vogliono tantissimi sacrifici. Se avessi continuato con certe cose non avrei fatto quello che ho fatto negli ultimi 14 anni. Anzi, probabilmente non sarei nemmeno qui per poterlo raccontare.”

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)