Highway to Hell, storia album AC/DC, 20 luglio 1979

Highway to Hell: 5 curiosità sul capolavoro degli AC/DC

Highway to Hell, l’album capolavoro degli AC/DC

Il 27 luglio del 1979 venne pubblicato il sesto album in studio degli AC/DC. Stiamo parlando certamente di Highway to Hell, l’album capolavoro della hard rock band australiana. Un album che, insieme al successivo Back in Black caratterizzerà la storia non soltanto della formazione ma anche della musica rock in generale. Abbiamo raccolto 5 curiosità sull’album, in quello che è il 39esimo anniversario dell’uscita del disco.

Il grande successo del long seller

L’album ebbe un grande successo sia nell’anno stesso in cui fu rilasciato, sia postumo. E’ uno dei casi di long seller, di un album – cioè – che nonostante passino gli anni continua a macinare successi sia in merito a vendite che nell’ambito delle certificazioni. Nello specifico, l’album ottenne un grande successo nel 1979, attraverso la vendita di un milione di copie. Particolarmente largo fu il successo in Francia, dove il gruppo registrerà anche l’album dal vivo AC/DC: Let There Be Rock.

Nel tempo, inoltre, l’album è arrivato fino a un totale di 15 milioni di copie vendute. Non certamente lo stesso successo che otterrà Back in Black, tra gli album più venduti di sempre, ma comunque un grande risultato per la band.

Richard Ramirez, il serial killer appassionato degli AC/DC

Tra i fan degli AC/DC non si può fare a meno di annoverare Richard Ramirez, il famigerato serial killer appassionato degli AC/DC. Nei suoi sei mesi di attività Richard Ramirez provocò più di 14 morti. Una di queste fu addirittura contraddistinta dalla presenza, sulla scena del crimine, di un cappellino della hard rock band australiana.

Quando Ramirez fu arrestato, inoltre, nel 31 agosto del 1985 indossava una maglietta degli AC/DC. La sua canzone preferita della band faceva parte proprio di Highway to Hell: era Night Prowler.

La produzione dell’album

L’album fu abbastanza particolare nello schema di produzione proposto; anche la pubblicazione fu abbastanza particolare rispetto agli altri album. In effetti, il disco della band australiana fu il primo ad essere uguale sia nella versione australiana che nella versione mondiale. Tutti gli altri album prima comprendevano delle differenze di tracce, o semplicemente un ordine differente.

Inoltre, fatto allo stesso modo particolare, l’album fu pubblicato prima nella sua versione mondiale, per l’appunto il 27 luglio del 1979, poi in quella australiana, nel novembre dello stesso album.

La storia del singolo Highway to Hell

Certamente il motivo del perchè l’album (e la sua celebre title track) venne chiamato in questo modo lo conosciamo tutti. Per coloro a cui sfugge questa informazione, però, basti sapere che il titolo derivò da un’affermazione di Angus Young, che a una domanda su cosa sia la vita da palcoscenico rispose  “It’s a fuckin’ highway to hell”.

Il brano è al 248° delle migliori 500 canzoni di sempre secondo il Rolling Stone, ed è stato oggetto di cover – tra le altre – da parte di Sam Kinison, Green Day e Marilyn Manson. Anche i 2Cellos, il duo di violoncellisti che spopola negli ultimi anni, ne ha fatto una cover.

Vendite e certificazioni

Anche l’album, così come la title track, fa parte della classifica del Rolling Stone. Al 200esimo posto su 500, per l’esattezza, tra i migliori dischi di sempre.

L’album ha ottenuto platini in ogni dove: 5 in Australia, 2 in Canada, 1 in Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Svizzera e, infine, addirittura 7 negli Stati Uniti.

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Studente e amante del rock 'n' roll in tutte le sue definizioni. Esperto articolista specializzato in diverse testate di attualità e news. Abile nello spaziare - nell'ambito del rock - tra notizie di attualità, curiosità e aneddoti (riguardanti band, artisti, album o singole canzoni) fino a classifiche di vario genere.