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I 5 album capolavori del rock ignorati dal pubblico

Nel corso della lunga storia della musica, numerosi lavori discografici hanno ottenuti molti meno riscontri rispetto a quanti ne meritassero davvero. Non è detto che in vetta alle classifiche finiscano necessariamente i dischi migliori, dato che il commercio nasconde una serie di logiche alquanto particolari. Molteplici sono le band e gli artisti che hanno dato vita ad autentici capolavori del rock non accompagnati dai favori del pubblico.

Per quali motivi si verifica una situazione del genere? In alcuni casi, un progetto può essere realizzato al posto sbagliato e al momento sbagliato. In altre circostanze, un artista può essere coadiuvato da un team di marketing poco performante, che non riesce a mostrare il massimo del suo talento. Vi mostriamo, di seguito, 5 album capolavori del rock che sono stati pressoché ignorati dal pubblico, ma che dovrebbero essere riscoperti il prima possibile.

The Velvet Underground – White Light/White Heat (1968)

Iniziamo dai Velvet Underground, che hanno messo sotto sopra la scena musicale di New York verso la fine degli anni ’60. Poesia, rock and roll e avanguardia hanno dato vita ad un album come White Light/White Heat, molto meno osannato di quanto lo avrebbe meritato. Certo, questo disco potrebbe sembrare rumoroso e disordinato, con vari pezzi distorti. Tuttavia, la sperimentazione si è notata dall’inizio alla fine, soprattutto nella traccia da 20 minuti Sister Ray.

Paul McCartney – RAM (1971)

Quando i Beatles si sciolsero alla fine degli anni ’70, Paul McCartney non stava vivendo un periodo facile della sua vita quotidiana e artistica. Il primo disco RAM è stato inizialmente considerato come poco soddisfacente, bistrattato anche dagli altri ex Fab Four. Eppure, è entrato a far parte dei capolavori del rock grazie ad alcuni testi all’insegna del dolore. Da Too Many People, scritto come denuncia contro la mentalità di John Lennon, a Back Seat of My Car, influenzato dalle sue avventure musicali insieme alla moglie Linda, i brani di qualità non mancano.

KISS – Creatures of the Night (1982)

Gli inizi degli anni ’80 sono stati poco produttivi per i KISS. Il loro rock and roll era basso e sporco, con una spirale decrescente che si è vista dopo i fasti di I Was Made For Lovin’ You e così via. Tuttavia, Creatures of the Night si è rivelato tra i capolavori del rock perché Gene SimmonsPaul Stanley sembrano tornati ai fasti di un tempo. Da I Love It Loud alla title-track, il metal è tornato in auge con l’ausilio del batterista Eric Carr. I riscontri in materia di vendite non furono straordinari, ma la qualità era notevole.

Bruce Springsteen – Tunnel Of Love (1987)

Dopo aver scritto un album best seller a livello mondiale, ossia Born In The USA, anche una star assoluta come Bruce Springsteen può avere a che fare con diversi problemi. Il disco Tunnel Of Love viene spesso dimenticato dagli esperti, ma mette in mostra un lato caratteriale più intimo del Boss. Brani come When You’re AloneValentine’s Day sono diventati due autentici classici, che hanno fatto in modo che questo disco avesse una seconda giovinezza.

Alice in Chains – Unplugged (1996)

Concludiamo con uno degli album capolavori del rock passato totalmente inosservato al momento della sua uscita ufficiale. Tra gli artisti più apprezzati degli anni ’90, gli Alice in Chains non sono riusciti ad avere il loro posto nel paradiso musicale, nonostante l’indubbio e travagliato talento del frontman Layne Staley. Dopo la scomparsa di quest’ultimo, nel 2002, la band è stata riscoperta da numerosi fan.

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Giornalista pubblicista, blogger, articolista e copywriter, talvolta anche guardia giurata, diplomato al Liceo Linguistico. Appassionato di scrittura, sport, tecnologia e soprattutto musica. Rock'n'Roll prima di tutto, ma spazio tra vari generi e mi piace raccontarli a modo mio. (raffaele-sarnataro@libero.it)