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I 5 album di rock italiano più sottovalutati di sempre

Quali sono i 5 album di rock italiano più sottovalutati di sempre? Anche qui è difficile fare una classifica del genere, inserendo solamente 5 nomi. Non sarà semplice ma noi ci proviamo e il primo disco che andiamo a inserire in questa singolare classifica è Terrestre, album del 2005 dei Subsonica. Molti di voi potrebbero storcere il naso di fronte all’associazione Subsonica con quello del rock, ma questo album si differenzia un po’ dai precedenti album della band. Forse è uno dei dischi meno conosciuti della band che però presenta un singolo davvero ottimo, ovvero Incantevole. Si tratta sicuramente di un disco da recuperare che vede una spinta rock alternativa decisamente importante.

Negrita dei Negrita

Siamo negli anni Novanta, in particolar modo nel 1994, ed era uscita una nuova band capitanata da Pau, un frontman giovane ma carismatico. Negrita fu il primo disco omonimo della band nativa di Arezzo che ha sempre avuto un impronta molto vicina ai Litfiba, soprattutto agli esordi. Il primo disco è particolarmente significato e forse meno considerato di altri dischi (come Reset o XXX) perché presenta una nuova validissima band. Da segnalare la presenza di una cover dei Doors e di una canzone intitola R.J. (Angelo Ribelle) dedicata a Robert Johnson, celebre bluesman americano.

Savoir Faire di Loredana Bertè

Anche il nome di Loredana Bertè potrebbe far storcere il naso ai vecchi puristi del rock n’roll. Qui con questo album siamo davanti a un disco un po’ particolare, l’ultimo prodotto da Ivano Fossati per Loredana Bertè e registrato a Londra. Loredana si fece aiutare da Enrico Ruggeri e anche da Djavan con la traduzione di Ivano Fossati. Pensate che Loredana Bertè collaborò in questo brano anche con Phil Palmer, ma il pezzo non ebbe un grande successo purtroppo (si chiamava Full Circle). Particolarmente significativa è la cover di un brano di Luigi Tenco intitolato Ragazzo Mio.

Punk dei Decibel

Punk è di fatto il primo disco di Enrico Ruggeri quando era ancora con i Decibel. All’epoca Enrico Ruggeri era molto distante dall’immagine di cantautore italiano e autore per altri interpreti. Al tempo Enrico Ruggeri era innamorato del punk e si può dire che questo disco è uno dei più influenti dischi punk italiani. Particolarmente significativo è l’origine del primo logo della band presente nel disco il quale raffigura un pene stilizzato. Il disco si presenta come un album molto cupo, con elementi chiaramente hard rock e punk con dei temi piuttosto forti. Enrico Ruggeri, a soli 20 anni, parla in modo particolarissimo e personale di temi come il suicidio, la droga, il rapporto con i mass media e il fervente femminismo, visto in modo negativo. Il disco andò malissimo dal punto di vista discografico ma con il tempo divenne un vero e proprio cult.

Don Giovanni di Lucio Battisti

Quali sono allora i 5 album di rock italiano più sottovalutati di sempre? Ne manca uno solo. Tra i vari che ci sono venuti in mente, per noi è bene inserire Don Giovanni di Lucio Battisti. Si tratta di un disco veramente particolare perché unisce atmosfere synth, pop rock, elementi elettronici e ovviamente cantautorali. Di fatto è un disco molto meno conosciuto rispetto ad altri brani di Battisti con i testi di Mogol e per questo merita un recupero.

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Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.