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Fabrizio De André, La storia della canzone che dedicò a Luigi Tenco

Fabrizio De André e Luigi Tenco sono stati due cantautori fondamentali per la nostra storia musicale. Sono entrambi esponenti della così detta “scuola genovese“, un movimento culturale che si è sviluppato negli anni ’60. Per quanto concerne la musica, i cantautori di questa corrente (di cui uno dei pochi ancora vivi è Gino Paoli) erano influenzati dalla letteratura, dall’arte e dalla storia del Novecento. In particolar modo da Sartre, dal Neorealismo, dalla Resistenza, ecc. Tanto Tenco quanto De André hanno conservato nelle loro canzoni una sensibilità esistenzialista profonda e radicata. Oltre alla sintonia artistica, i due erano uniti anche da una profonda amicizia. Quando Tenco morì, De André gli dedicò una canzone toccante e commovente.

Luigi Tenco e Fabrizio De André

Luigi Tenco e Fabrizio De André si conobbero poiché suonarono insieme in una band, il Modern Jazz Group. Qui De André suonava la chitarra e Tenco il sassofono. La loro amicizia fu lunga e profonda, De André fu anche autore del brano “La ballata dell’eroe” che effettivamente noi conosciamo di più nella versione che ne fece Faber. Tuttavia, è Tenco che la canta nel film “La cuccagna” in una sua breve parentesi cinematografica.

La morte di Tenco

Nella storia della musica italiana e del Festival di Sanremo in particolare, la storia di Luigi Tenco è una delle più macabre. Infatti, il cantautore si suicidò proprio in seguito alla sua eliminazione dal Festival di Sanremo con il brano Ciao amore ciao. Diversi hanno messo in dubbio il fatto che si sia realmente trattato di un suicidio, ma il biglietto che lasciò venne considerato autentico dai grafologi.

Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.

Preghiera in Gennaio

Fabrizio De André dedicò a Luigi Tenco questa canzone che fa parte del suo primo album Vol. 1º. È il primo se non consideriamo l’antologia Tutto Fabrizio De André, che comunque conteneva registrazioni precedenti. Preghiera in Gennaio venne estratta come singolo insieme con Si chiamava Gesù. De André ha spiegato di aver scritto il testo di ritorno dal funerale di Luigi Tenco è la canzone è uscita nel 1967, lo stesso anno in cui il giovane cantautore perse la vita (a Gennaio, da qui il titolo del brano).

Ascolta la sua voce
Che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
Vedrai, sarai contento
Dio di misericordia
Vedrai, sarai contento. 
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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.