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I 5 migliori album punk di sempre

Quali sono i 5 migliori album punk di sempre? Andiamo a vederli insieme e sottolineiamo che è una classifica molto personale, quindi non arrabbiatevi se non troverete il vostro beniamino o il vostro album del cuore. Al quinto posto mettiamo i Clash con l’album omonimo “The Clash” del 1977. Al tempo, il disco non venne neppure distribuito negli Stati Uniti in quanto la casa discografica non riteneva che le tematiche andassero bene per gli USA. Ma i Clash se ne fregarono moltissimo tanto che decisero di opporsi al tentativo della EPIC (la casa discografica), di eliminare il pezzo I’m So Bored with the U.S.A.. I Clash vinsero su tutti i fronti. Questo era davvero un album punk.

Minor Threat – “Minor Threat”

Siamo nel 1984, negli Stati Uniti che vissero diverse fasi del punk. I Minor Threat ci entrarono dentro quel mondo punk e pubblicarono un solo album durante la sua breve durata, ma che album fu? Pienamente immerso nel fango punk. Ne uscì un matrimonio tra punk forte e duro unito a uno stato d’animo acido e acuto: da qui seguì una profonda influenza dell’underground americano. Praticamente ogni band hardcore a seguire prese questo disco come un modello e non è un caso che venga considerato oggi come una pietra miliare del punk americano.

Iggy and the Stooges – “Raw Power”

Va ricordato che gli Stooges non ebbero mai un grandissimo successo di pubblico in quanto praticamente tutti i dischi della band furono dei flop. Più fortuna ebbe Iggy Pop come solista, ma ora conta poco. La Columbia nel 1973 fece uscire Raw Power, il miglior album del gruppo. Gli Stooges erano la banda più pericolosa del loro tempo, un ciclone inarrestabile di distruzione che lasciava sul loro cammino sangue, bottiglie rotte e siringhe di droga e casini vari. Si tratta quindi di un lavoro selvaggio, provocatorio, forte, pesante, in poche parole: PUNK.

The Ramones – “The Ramones”

Nel tentativo di ricreare un sound Beatlesiano di stampo punk, i Ramones saccheggiarono i suoni della loro infanzia (musica per il surf, gruppi di ragazze e il pop britannico) e lo distrussero. La chiave doveva essere un numero basso di accordi, 3 accordi al massimo, e ci doveva essere casino e trambusto in un clima quasi horror. L’album davvero spaccò il mercato e, di fatto, nacque una vera rivoluzione underground, modellando il suono del punk e l’atteggiamento di tutta la musica alternativa a venire. Da questo disco (e non solo), nulla fu più come prima (dal 1976, con furore). Ma manca il numero 1 dei 5 migliori album punk di sempre.

Sex Pistols — “Never Mind the Bullocks Here’s the Sex Pistols”

1977. Scelta un po’ scontata, va detta, ma tremendamente vera. Never Mind the Bullocks Here’s the Sex Pistols del 1977 è ancora oggi il manifesto definitivo del punk britannico. Johnny Rotten urla fregandosene se stona o meno e le chitarre distorte di Steve Jones danno una sorta di pazza armonia. In più c’è un incapace e bellissimo Sid Vicious al basso. Una critica ferocissima e letale verso la famiglia reale inglese e tutto il mondo aristocratico e ricco. Basti citare la furia di “God Save the Queen”, “Holidays in the Sun”, “Pretty Vacant”, e in particolare “Anarchy in the UK” per capire che siamo di fronte all’album punk per eccellenza.

Mi reputo da sempre un appassionato di rock (soprattutto inglese, son cresciuto con il Britrock) e sono un po' il carnivoro che si scaglia contro i vegani (la nuova musica pop dei giorni nostri). Scherzo, sono solo sarcastico.