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I 5 più grandi album postumi nella storia del rock

Quando un artista muore succede che -molto spesso- la famiglia, la band in cui militava, o le case discografiche con cui lavorava, raccolgono tutti i materiali, i riff e i brani non ancora pubblicati, dando vita così ad un cosiddetto ‘album postumo‘ e cioè  un lavoro discografico pubblicato post-mortem, appunto. L’argomento, però, è più delicato del previsto. Quando si parla di album postumi, infatti, qualcuno storce ancora il naso. Molti parlano di ‘avanzi’ messi insieme per fini prettamente commerciali, altri -ancora- di risultati a dir poco ‘deludenti’. Noi, nel frattempo, vogliamo aprire una piccola parentesi su questo argomento presentandovi i 5 più grandi album postumi nella storia del rock.

I 5 più grandi album postumi nella storia del rock: Queen, Made in Heaven

Quindicesimo, ed ultimo album dei Queen, Made in Heaven fu pubblicato per la prima volta il 7 novembre del 1995, quindi 4 anni dopo la morte del frontman Freddie Mercury. Con oltre 20 milioni di copie vendute nel mondo, Made in Heaven è –secondo Brian May– ‘il miglior album che i Queen abbiano mai prodotto‘. Il titolo dell’album, oltre ad essere un chiaro riferimento all’omonimo brano, significa letteralmente “prodotto in Paradiso” ed allude proprio ad una partecipazione di un Freddie Mercury -purtroppo- già defunto.

Janis Joplin, Pearl

Un altro caso di album postumo è sicuramente Pearl di Janis Joplin. Pubblicato tre mesi dopo la morte della Joplin -quindi nel gennaio del 1971-, Pearl rimase in cima alle classifiche americane per circa 9 settimane e nessun altro disco riuscì a schiodarlo da quella posizione. Chapeau.

Amy Winehouse, Lioness: Hidden Treasures

Altra paladina della musica mondiale, Amy Winehouse morì il 23 luglio del 2011, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore di milioni e milioni di fan. Il suo ultimo lavoro discografico, Lioness: Hidden Treasures, risale invece al 2 dicembre 2011 e contiene alcuni brani inediti come ‘Body and Soul’, cantato insieme a Tony Bennett, idolo indiscusso di Amy Winehouse.

Jeff Buckley, Sketches for my Sweetheart the Drunk

In questa speciale classifica dei 5 più grandi album postumi nella storia del rock non potevamo certo escludere Sketches for my Sweetheart the Drunk di Jeff Buckley. Stiamo parlando, infatti, di un album rimasto -purtroppo- incompiuto a causa della prematura morte del cantautore statunitense. Le parole ‘Sketches for’ letteralmente “abbozzi per” -infatti- sono state aggiunte successivamente per sottolineare proprio la natura incompleta dell’opera.

Joy Division, Closer

Ed eccoci finalmente giunti all’ultimo album di questa speciale classifica: Closer. Pubblicato il 18 luglio del 1980 -quindi due mesi dopo il suicidio di Ian Curtis– e caratterizzato da una sempre più profonda e lugubre atmosfera malinconica e decadente, Closer è considerato ancora oggi il punto più alto mai raggiunto dalla band post-punk britannica.

 

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)