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I bassisti più sottovalutati del rock

Quando pensiamo alla musica rock il primo strumento che ci viene in mente, nella maggior parte dei casi, è la chitarra elettrica. Questo iconico strumento, a partire dagli anni ’50, ha segnato inevitabilmente la storia della musica. Troppe volte però ci siamo soffermati su questo strumento, trascurandone un altro altrettanto affascinante e fondamentale: il basso. Oggi ci vogliamo soffermare proprio su questo aspetto, proponendovi una speciale classifica dei bassisti più sottovalutati del rock.

John Taylor

John Taylor, al secolo Nigel John Taylor, è un bassista britannico noto soprattutto per essere il co-fondatore dei Duran Duran. Grande appassionato di calcio, il musicista di Birmingham dopo aver lasciato la band nel 1995 intraprende la carriera solista incidendo anche vari album e dimostrando di avere un gran talento anche come vocalist. L’anno successivo, invece, forma i cosiddetti Neurotic Outsiders insieme ad all’iconico Steve Jones dei Sex Pistols e ben due membri dei Guns N’Roses: Matt Sorum e Duff McKagan.

Nate Mendel

In questa speciale classifica dei bassisti più sottovalutati del rock non poteva certo mancare Nate Mendel. Nathan Gregor Mendel, dopo una serie di esperienze in vari gruppi punk come i Galleons Lap e i Brotherhood, nel 1995 si unisce definitivamente ai Foo Fighters di Dave Grohl, band nata in seguito alla morte di Kurt Cobain. Il chitarrista classe 1968 è conosciuto soprattutto per il suo uso costante del plettro e per il suo stile pulito, preciso e diretto.

Marco Mendoza

Il panorama rock è costellato di bassisti formidabili e inarrivabili come John Paul Jones, Flea, Jacopo Pastorius, Steve Harris e tanti altri ancora. Oggi, però, vogliamo dare spazio a tutti quei bassisti che, troppe volte, sono rimasti nell’ombra: uno di questi è sicuramente Marco Mendoza. Il musicista statunitense può vantare alcune grandi collaborazioni, come ad esempio: Whitesnake, Thin Lizzy, David Lee Roth, Blue Murde, Ted Nugent, i Cranberries di Dolores O’Riordan e tanti altri ancora. Da ascoltare e riascoltare.

Derek Forbes

Al quarto posto di questa speciale classifica troviamo Derek Forbes e, qui, il discorso diventa un attimo più complicato. Ex membro dei Simple Minds e artista di fama mondiale, nel 2009 Forbes è stato votato “il più grande bassista della Scozia”: insomma, solo uno sciocco potrebbe pensare di sottovalutarlo. Il suo nome compare in questa classifica semplicemente perché troppe volte è rimasto nell’ombra e oscurato da altri nomi apparentemente più “grandi”.

Eric Avery

E, dulcis in fundo, il bassista Eric Avery. Il musicista di Los Angeles, dal 1987 al 1991, ha fatto parte dei Jane’s Addiction insieme a Dave Navarro, Perry Farrell e Stephen Perkins. In seguito a vari problemi con il frontman del gruppo, Avery decise di lasciare la band e, quella, fu una perdita non indifferente: Eric Avery era considerato dai fan il vero motore dei Jane’s Addiction.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)