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I concerti drive in sono il futuro della musica?

Negli ultimi due mesi sono stati cancellati migliaia di eventi musicali a causa del divieto di creare assembramenti, divieto a sua volta resosi necessario a causa del Corona virus. Anche una volta terminata la fase 1 i raggruppamenti resteranno vietati fino ad una maggiore stabilizzazione della situazione, quindi i concerti non saranno consentiti. La situazione è molto grave per tutto il mondo dello spettacolo e sono state proposte alcune soluzioni.

I danni causati al mondo musicale

Come accennato sopra, sono innumerevoli gli strati colpiti dal corona virus anche nel modo dello spettacolo. Se si può passare sopra alle grandi stars musicali nazionali ed internazionali, le quali comunque riusciranno ad avere sostentamento, pensando invece ai musicisti che si guadagnano da vivere suonando ad eventi e nei locali la situazione si fa più critica. Infatti, essendo freelancers, non avendo possibilità di lavorare non possono guadagnare.

Oltre a cantanti e musicisti però c’è anche tutto il mondo che gravita intorno ad un evento: i tecnici del suono, delle luci, i montatori, gli organizzatori, i gestori dei locali che ospitano l’evento. Queste categorie in Italia per il momento non hanno ricevuto sostentamenti statali e molti locali che andavano avanti grazie ai guadagni ottenuti durante serate di musica live stanno già chiudendo. Un problema che si ripercuoterà anche quando sarà di nuovo possibile esibirsi, momento ancora non ben delineato, ma che con tutta probabilità si può localizzare nel 2021.

I concerti online

Una delle soluzioni trovate per ovviare al problema è quello dei concerti live in streaming. Questo tipo di soluzione però non è priva di criticità: l’audio nella quasi totalità dei casi è di scarsa qualità, ci si può esibire solo da soli (a meno che non si viva con altri musicisti), bisogna essere forniti dei giusti mezzi per ottenere risultati accettabili. Inoltre non garantisce il guadagno, che è nullo nel caso di live su social come Facebook e Instagram , mentre è esiguo o comunque lontano dal guadagno derivante da un mese di esibizioni live, su piattaforme che consentono di effettuare donazioni agli spettatori, come Twitch. Di positivo si può trovare che quantomeno si riesce a mantenere intatta la visibilità.

La proposta: concerti drive in

Di recente, con l’avvicinarsi della fase 2, durante la quale saranno consentiti maggiori spostamenti, si è fatta avanti una nuova ipotesi. L’ispirazione è arrivata da altri paesi dove hanno pensato di utilizzarla per assistere collettivamente ad eventi sportivi su maga schermi posti fuori dagli stadi. L’idea in questione riprende quella del cinema drive in, moda che molti ricolleghiamo agli Stati Uniti degli anni ’50.

La situazione è allettante in quanto garantirebbe, mettendo un biglietto di ingresso, di guadagnare a tutte le persone coinvolte nell’organizzazione. Il maggiore problema sarebbe lo spazio necessario ad ospitare sia il palco che le automobili, che si presume debbano mantenere una distanza di sicurezza perché, a meno che non si dia ad ogni spettatore una sorta di cassa collegata al mixer, dovrebbero ascoltare tenendo il finestrino abbassato. A questo punto forse converrebbe di più organizzare concerti all’aperto con posti a sedere posizionati alla giusta distanza. Distanza questa che presumibilmente dovrà essere mantenuta anche dai musicisti, rendendo necessari palchi di determinate grandezze.

In questa surreale situazione comunque si è capito solo che si va avanti nell’incertezza di ciò che accadrà, per cui non resta che aspettare.

 

 

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com