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I libri più belli ispirati al mondo della musica

Musica e letteratura spesso sono collegate. È sempre acceso il grande dibattito tra cantautorato e poesia, se effettivamente la prima categoria si possa inserire nella seconda. Ci si chiede spesso fino a che punto un testo possa considerarsi letteratura. Quest’ultima influenza spesso la musica, sono infatti tante le canzoni che si ispirano a libri ad esempio. Pensiamo al cantautore italiano, a quante canzoni di Fabrizio De André ad esempio risentono di influenze letterarie, ma ciò succede anche nella musica rock. Il capolavoro dei Rolling Stones Sympathy for the Devil è notoriamente ispirato al libro Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Accade tuttavia anche il contrario, in quanto spesso nella letteratura troviamo riferimenti alla musica. Due mondi che spesso coincidono. Ecco tre libri in cui la musica ha un ruolo importante.

Norwegian Wood di Haruki Murakami

Questo best seller è uno dei più famosi di Murakami. L’autore giapponese parla spesso di musica nei suoi libri, ha un ruolo molto importante e quasi sempre canzoni, CD e artisti sono colonne sonore dei momenti salienti dei suoi romanzi. Nel caso di Norwegian Wood, il titolo si riferisce ad una canzone dei Beatles ed è proprio con quella che ha inizio. Ciò si ritrova spesso come detto nei romanzi di Murakami. Ad esempio in Kafka sulla spiaggia una canzone ed un CD sono fondamentali ai fini della vicenda.

Sonata a Kreutzer di Lev Tolstoj

Quando sentiamo il nome di Lev Tolstoj pensiamo subito a romanzi molto lunghi e complessi. In questo caso, si tratta di un romanzo assolutamente breve in cui assume fondamentale importanza per la vicenda centrale la musica. In particolare due protagonisti eseguono l’uno al violino, l’altra al pianoforte la Sonata a Kreutzer di Ludwig Van Beethoven, che dà anche titolo al romanzo. Così la musica classica in questo caso, un vero capolavoro di Beethoven si inserisce in questo breve racconto narrato dal protagonista durante un viaggio in treno.

Novecento di Alessandro Baricco

Probabilmente conosciamo tutti questo libro anche con il titolo di La leggenda del pianista sull’oceano, grazie al film capolavoro di Tornatore. La storia si incentra su un neonato che cresce su una nave e impara là a suonare il pianoforte meravigliosamente. la struttura del libro è quella di un’opera teatrale che contiene peraltro diversi riferimenti ad esempio al mondo del jazz. Famosissimo è il monologo finale, che conclude drammaticamente la vicenda, in cui tra le altre cose si paragona la vita ai tasti di un pianoforte.

 

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical.