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I migliori album di debutto nella storia del Rock italiano

La storia della musica italiana è delle più prestigiose. Nonostante la scena si sia spesso discostata dalle tendenze che imperversavano nei punti nevralgici dello sviluppo del Rock come Gran Bretagna e Stati Uniti, alcuni artisti nostrani hanno saputo distinguersi per il loro eclettismo e le loro attitudini visionarie. Parliamo di musicisti straordinari, ammirati anche oltreoceano, di cui gli appassionati di Rock italiani vanno particolarmente orgogliosi. Gli artisti di cui parliamo sono stati capaci di slanci visionari che, negli anni d’oro, hanno strabiliato anche i mostri sacri del Rock; arrivando a conquistare uno status leggendario.

I grandi nomi del Rock italiano hanno dato vita ad alcune gemme dal raro splendore che gli hanno permesso di ascendere alla leggenda. Spesso, gli artisti di spicco sulla scena Rock nostrana hanno sancito il loro debutto, mostrando un’identità artistica fuori dal comune. In quest’articolo, abbiamo deciso di raccogliere alcuni degli album di debutto di Rock italiano migliori di tutti i tempi; ad opera di artisti e band leggendari e riconosciuti, ancora oggi, a livello internazionale.

Premiata Forneria Marconi – Storia Di Un Minuto

Il formidabile primo album in studio della Premiata Forneria Marconi sancì il loro debutto in grande stile. Storia di un minuto venne pubblicato nel gennaio del 1972 sotto l’etichetta della Numero Uno. Il disco, fu il primo album proposto da un gruppo musicale italiano ad arrivare in vetta alle classifiche del Bel Paese. Rolling Stone Italia ha aggiunto Storia Di Un Minuto alla sua classifica dei 100 dischi italiani più belli di sempre, alla quarantaquattresima posizione. Registrato da Gaetano Ria agli studi Fonorama di Milano, Storia di Un Minuto è il disco di Impressioni di Settembre e La Carrozza Di Hans; pietre miliari della band, presenti nel disco in una versione differente rispetto a quella proposta l’anno prima in formato singolo.

Le Orme – Ad Gloriam

Pubblicato nel 1969, l’album di debutto de Le Orme è uno dei migliori nella storia del Rock Italiano, nonostante non permise al gruppo di raggiungere immediatamente il successo che avrebbero conquistato negli anni seguenti. Ad Gloriam venne rilasciato nel pieno della dilagante moda del Beat. Sottoporsi all’ascolto del disco, oggi, significa acquisire un tassello fondamentale per costruire un identikit dettagliato della leggendaria band. L’album, infatti, si discosta in maniera particolare dallo stile con cui Le Orme riscossero il plauso di appassionati e addetti ai lavori, pur presentando uno dei tratti distintivi che avrebbe reso la band iconica, ossia gli straordinari falsetti di Aldo Tagliapietra alla voce.

Area – Arbeit Macht Frei

Il primo album degli Area venne pubblicato nel 1973 sotto l’etichetta Cramps Records. Il titolo del disco, particolarmente sinistro e ricco di significato, riprende il motto posto all’ingresso di molti campi di sterminio nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Arebit Macht Frei presenta alcuni dei brani più evocativi della band, rendendolo uno dei migliori album di debutto nella storia del Rock italiano. Da Luglio, agosto, settembre (nero) a Le Labbra Del Tempo, passando per L’abbattimento dello Zeppelin, rilasciato come singolo nello stesso anno. Si tratta di un disco melodico che risente in modo particolare delle inflessioni di generi d’avanguardia come il Free Jazz e la musica elettronica. Il disco si allontanò molto dai canoni stilistici musicali dell’epoca, divenendo la rappresentazione della tendenza del gruppo a portare la sua opera verso orizzonti estremi alla canzone tradizionale.

Demetrio Stratos – Metrodora

Demetrio Stratos è stato un innovatore assoluto, capace di elevare la caratura del panorama musicale italiano a livelli altissimi. Il suo apporto sulla scena Rock moderna è dei più profondi. Il leggendario artista ebbe modo di maturare la sua identità artistica, già di per sé unica, negli Area. Il suo debutto da solista, Metrodora, rappresenta uno degli slanci sperimentalistici più brillanti nella storia della musica contemporanea. La prerogativa di Stratos era quella di liberare la voce dalla relegazione canonica cui era sottoposta, dimostrando che, questa, potesse essere sfruttata al pari di uno strumento musicale. Metrodora prese vita da questi presupposti e il risultato fu un disco meticolosamente orchestrato, quanto shockante. Parliamo di un album che, ancora oggi, presenta un’avanguardia inesplorata, uno  dei migliori dischi di debutto nella storia del Rock italiano; che bastò a consacrare Stratos all’eternità.

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal.