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I migliori concept album di Fabrizio De André

Un concept album è una sorta di opera musicale unica in cui ogni canzone è un pezzo importante di un puzzle, costituisce una storia. Tuttavia, anche se presa singolarmente una canzone di un concept album può avere un senso. Fabrizio De André è stato autore di diversi concept album, che sono tra i migliori della sua discografia. Molti attribuiscono a lui il merito di aver realizzato il primo concept album italiano e, anche se in realtà non è così, sicuramente i suoi dischi hanno avuto un impatto eccezionale. Noi abbiamo selezionato i migliori quattro.

Tutti morimmo a stento

Si pensa che Tutti morimmo a stento sia il primo concept album della musica italiana, non è effettivamente così. Infatti, il primo esempio di concept album è il disco Diario di una sedicenne, inciso da Donatella Moretti nel 1964, mentre il concept album di Fabrizio De André uscì nel 1968, ben quattro anni dopo. Primo o no, è uno dei più importanti e famosi. La tematica centrale di questo album è purtroppo la morte ed alla sventura dei miseri, ma con un messaggio di compassione ed empatia tra gli uomini che ancora oggi ci commuove.

Non al denaro non all’amore né al cielo

La rivoluzione di questo album sta nel fatto che non sia solamente un concept, ma che addirittura sia tratto da un’opera letteraria. L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, che De André lesse in gioventù è la fonte a cui attingono tutti i brani. Tra questi alcuni tra i più amati del cantautore genovese, come ad esempio Un giudice. Una delle prove più riuscite di Faber, che con grande rispetto per l’opera originale riporta in musica queste storie di uomini e di fragili emarginati.

La buona novella

Il rapporto tra De André e la religione è sempre stato molto chiacchierato. Nell’album che abbiamo precedentemente citato c’era Un blasfemo a darci qualche indizio sul suo pensiero, ma in generale, come sempre, Faber non sapeva avere certezze o pensieri semplici e fissi. Sicuramente La buona novella è un album che può dirci molto sul suo modo di concepire la religione ed in particolar modo il Cristianesimo. Come ben sappiamo, l’originale concept album trae ispirazione dai Vangeli apocrifi, una straordinaria idea.

Storia di un impiegato

C’è chi non gradirebbe la presenza di questo album in questa lista, specie i più anziani. Poiché solamente da poco, negli anni novanta, è stato rivalutato. Inizialmente, infatti, fu stroncato dalla critica e anche da alcuni colleghi, come ad esempio Giorgio Gaber. Fabrizio De André ha ammesso di aver usato un linguaggio forse troppo oscuro, ma sicuramente si tratta di un lavoro elaborato ed apprezzabile. La storia di questo impiegato tra musica e politica non smette ad oggi di illuminarci.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)