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Fabrizio De André come Aristofane: la storia di Le Nuvole

Fabrizio De André è un cantautore, ma anche un poeta. La sua musica è fortemente legata alla letteratura. Troviamo i suoi testi in diverse Antologie e Manuali scolastici, non a caso. Nel suo repertorio sono tantissimi i riferimenti culturali e letterari. Pensiamo al concept album Non al denaro non all’amore né al cielo, in cui ogni canzone è ispirata ad una poesia dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Facile pensare anche a tutte le canzoni tratte da poesie e opere letterarie, come Geordie che riprende omonima ballata, La ballata dell’amore cieco che riprende una poesia di Jean Richepin, Cuore di mamma, ecc. Si potrebbe andare avanti per molte righe, ma è chiaro come De André nella sua immensa cultura abbia inserito nei suoi lavori musicali citazioni colte sempre funzionali. Un altro album che risente molto di questo è Le Nuvole, che Fabrizio De André realizzò con Mauro Pagani.

Le Nuvole di Fabrizio De André e quelle di Aristofane

Nel 1990 De André realizza questo album dopo anni con un suo grande amico, Mauro Pagani, con cui aveva già realizzato grandi capolavori come Crêuza de mä. Il titolo rivela il significato profondo di questo disco, che si basa su un riferimento alla cultura greca. Le nuvole è il titolo, infatti, di una commedia di Aristofane. In tale commedia le nuvole, che costituiscono il coro nella messinscena, sono proprio le nuove filosofie che Aristofane disprezzava. Una forte critica e pungente parodia di Socrate e dei Sofisti, ad opera di un autore che per primo pone al centro del teatro gli avvenimenti della civiltà e della politica. Allora capiamo bene quanto profondamente possano rivelarsi adeguate ad un autore come Fabrizio De André Le Nuvole e tutto ciò che rappresentano. Se Aristofane si schiera contro questi nuovi filosofi che circuivano i giovani, De André si scontra contro chiunque voglia ostacolare la giusta evoluzione personale, morale, sociale e politica.

Le tracce più importanti

L’album si apre con un brano in prosa che parla proprio delle nuvole. L’esempio lampante della presa di posizione contro certi aspetti della società da parte di De André in tale album è però una delle tracce più amate del cantautore: Don Raffaè. Come aveva fatto nel già citato Crêuza de mä, Faber ritorna ad utilizzare il dialetto. Nell’album precedente si trattava però del ligure, che in Le Nuvole comunque troviamo con Mégu megún, scritta con Ivano Fossati. Un esperimento rivoluzionario poiché è un dialetto poco utilizzato in musica. In realtà, in Don Raffaè si tratta del napoletano criticando modi e privilegi di un boss mafioso. Parlando ancora di citazioni colte, la canzone Ottocento presenta una citazione a Iacopone da Todi, in particolare della poesia Donna de Paradiso. Come non ricordare poi La domenica delle salme, in cui si dipinge un quadro disastroso del mondo in seguito alla omologazione di una dittatura che ha distrutto ogni protesta, uno dei suoi lavori più apprezzati.

La domenica delle salme
gli addetti alla nostalgia
accompagnarono tra i flauti
il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c’erano i segni
di una pace terrificante.

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Laureata in Lettere moderne ed in Filologia moderna, studentessa di Editoria e Scrittura alla Sapienza. Siciliana doc, docente, copywriter. Ha pubblicato un saggio dal titolo "Dietro lo specchio, Oscar Wilde e l'estetica del quotidiano" e scrive per diversi siti di divulgazione culturale. Ama la letteratura, il cinema, il teatro, l'arte e naturalmente la musica (ha studiato teatro musical per quattro anni), in particolare il rock, il symphonic metal, il cantautorato italiano e i musical. (Domande e proposte: silviargento97@gmail.com)