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I più grandi album psichedelici nella storia del Rock

Il movimento psichedelico passa spesso in secondo piano quando si analizza la storia del Rock. Sebbene il revisionismo più pigro abbia relegato la psichedelia ad una condizione marginale rispetto alle grandi leggende della musica contemporanea, la corrente ha raccolto sotto la propria ala dei visionari assoluti, il cui apporto è particolarmente radicato negli stili degli artisti e delle band che hanno scolpito il proprio nome nella leggenda.

Non solo, quello psichedelico, fu un movimento d’innovazione allo stato puro. La psichedelia si affermò in un clima fervente, libertino ed espressivo in cui i canoni valutativi stabilitisi fino ad allora nel mondo della musica, erano pronti ad essere sovvertiti; in favore di una rivoluzione sonica di proporzioni straordinarie. Sono molti, comunque, i mostri sacri del Rock che hanno consacrato, seppur per un breve periodo, la loro opera al movimento psichedelico; tra questi figurano nomi altisonanti come quelli di Hendrix e Pink Floyd.

La psichedelia fu una corrente dominante e madida di un’identità artistica a dir poco prorompente che permise alla scena musicale della seconda metà degli anni ’60 di mutare notevolmente, in favore di scenari ben più variegati ed impegnativi. In quest’articolo, abbiamo deciso di celebrare l’importanza del movimento nella storia del Rock, elencando alcuni dei migliori album psichedelici di sempre.

5) Grateful Dead – Anthem Of The Sun (1968)

Il secondo album dei Grateful Dead è un collage strabiliante. Un misto di Rock, psichedelia e Blues. Anthem Of The Sun si basa su un lavoro discografico vastissimo che diede vita ad un’unica entità musicale straordinariamente orchestrata. Le atmosfere tessute dall’album sono a dir poco epiche, raggiungendo l’apice in tracce come New Potato Caboose e That’s It For The Other One.

4) Hawkwind – Hall Of The Mountain Grill (1974)

L’assenza di Robert Calvert e Dik Mik non impedì agli Hawkwind di dare luce al loro capolavoro più evocativo. L’album del 1974 si affermò in pochissimo tempo come il manifesto dello Space Rock, attraverso riff travolgenti e sintetizzatori utilizzati in maniera magistrale. Hall Of The Mountain Grill è un disco unico nel suo genere e, senza dubbio, uno dei migliori album psichedelici nella storia del Rock.

3) The Moody Blues – In Search Of The Lost Chord (1968)

Nel 1968, i Moody Blues si spinsero oltre ogni limite, immergendosi totalmente nel movimento psichedelico. Dopo aver irrotto in tutto il mondo con Days Of Future Passed, i Moodies decisero di dare vita all’epitome della loro identità artistica. Il disco è ricco di misticismo e filosofia, declamando mantra di vita particolarmente poetici, accanto a tappeti melodici di natura profondamente sperimentale. Il concept su cui si basa In Search Of The Lost Chord è la costante, spasmodica ed eterna ricerca della verità della vita. L’album presenta alcune tracce meravigliose come Legend Of The Mind e, nonostante i Moody Blues abbiano pubblicato dischi di maggiore successo, In Search Of The Lost Chord rimane, ancora oggi, il più meticoloso ed evocativo della loro opera.

2) The Jimi Hendrix Experience – Axis: Bold As Love (1967)

Rilasciato appena sette mesi dopo lo scintillante debutto della Experience di Jimi Hendrix, il disco cementò la reputazione del virtuoso chitarrista. Axis: Bold As Love, però, mostrò al grande pubblico le spiccate capacità d’autore di Hendrix, offrendo scenari visionari in pieno stile psichedelico. Axis è un inno alla libertà più che un disco di matrice sperimentale. Bold As Love, infatti, è anche il disco di Little Wing, uno dei brani più famosi nell’intera opera del formidabile eroe della sei corde.

1) Pink Floyd – The Piper At The Gates Of Dawn (1967)

Prima che perdesse sé stesso per sempre, Syd Barrett era una fonte inesauribile di estro sperimentalistico, a capo di quella che sarebbe, ben presto, diventata una delle Rock Band migliori di tutti i tempi. Il primo frontman dei Pink Floyd diede alla luce The Piper At The Gates Of Dawn, un manifesto della cultura dell’epoca rimasto impresso nell’immaginario collettivo come una pietra miliare assoluta degli anni ’60. Con brani come Astronomy Domine e Interstellar Overdrive, il disco di debutto dei Pink Floyd è, senza alcuna ombra di dubbio, uno dei migliori album psichedelici nella storia del Rock.

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (email:claudio190901@gmail.com)