I ristoranti di Jon Bon Jovi: cibo gratis e tanta solidarietà

Jon Bon Jovi, al secolo John Francis Bongiovi Jr, è uno degli artisti più apprezzati della scena rock. Il musicista, più e più volte, ha dimostrato di aver un gran cuore oltre che una gran voce.

“Soul Kitchen”, il progetto di Jon Bon Jovi

Forse non tutti sanno che il cantante americano gestisce ben due ristoranti. Si tratta, però, di un tipo innovativo di ristorazione: legato più ai bisogni del cliente piuttosto che al guadagno. L’artista, insieme a sua moglie Dorothea, diversi anni fa ha inaugurato il “Soul Kitchen”, nel New Jersey. La particolarità di questo ristorante è che se hai difficoltà economiche e non puoi permetterti di pagare il pasto non c’è problema, offre Jon Bon Jovi. Alla base di questo progetto, come dicevamo, c’è la solidarietà. C’è la voglia di aiutare il prossimo e tutti coloro che non possono permettersi un pasto caldo. “Tutti dovrebbero avere la possibilità di cenare in un ristorante. Considerate che nella società odierna una famiglia su cinque vive in povertà e un americano su sei non può permettersi del cibo”, ha affermato il cantante.

In questi speciali ristoranti, infatti, troverete un menù senza prezzo. L’idea di base è che chi può contribuisce, chi non ha abbastanza denaro può invece contribuire aiutando in cucina o negli orti affiliati al ristorante.

“La cosa bella dei nostri ristoranti è che quando entri non trovi i prezzi sul menù, è una cosa abbastanza rara. Alla fine del pasto puoi anche semplicemente lasciare una donazione, una piccola offerta simbolica.” Ha spiegato lo storico frontman dei Bon Jovi, aggiungendo: “Se poi sei veramente povero e non puoi pagare quel cibo magari puoi aiutarci in cucina, servire ai tavoli o lavorare nell’orto. A coloro che possono permettersi di pagare, invece, saranno affidate delle speciali tessere che serviranno a coprire i costi del loro pasto, più quello di un’altra persona.” (Una sorta di caffè sospeso napoletano).

La qualità dei prodotti e il piacevole senso di solidarietà

I due ristoranti, ovviamente, puntano molto anche sulla qualità dei prodotti. Se il primo obiettivo è offrire un luogo sicuro dove poter mangiare un pasto caldo, il secondo è assicurare un piatto sano e genuino. I prodotti, infatti, sono principalmente bio e scelti secondo la formula ‘farm to table’ (dall’azienda alla tavola).

Entrando nel locale vi sentirete subito a casa ed avvolti da un piacevole senso di solidarietà. I camerieri, volontari e non professionisti, indossano una maglietta con su scritto: “siete tutti i benvenuti alla nostra tavola.” Il motto del locale? “Hope is delicious” (la speranza è deliziosa). E, come se non bastasse, oltre al servizio ristorazione Soul Kitchen offre anche diverse attività: doposcuola per i più piccoli e corsi di cucina per chi ha voglia di imparare. Insomma, ancora una volta Jon Bon Jovi ha dimostrato di essere molto di più di un semplice musicista.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)