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I Sex Pistols odiavano davvero i Pink Floyd?

Pink Floyd vs. Sex Pistols. Sarebbe uno scontro epico. La band scalcinata e rumorosa di Sid Vicious e Johnny Rotten contro il gruppo eclettico e cerebrale di Roger Waters e David Gilmour. Sarebbe suggestivo, ma potrebbe accadere davvero? Due realtà così lontane, due mondi praticamente opposti. Certo è che la maglietta indossata da Johnny Rotten lasciava poco spazio all’immaginazione. Una canottiera verde brillante, con su scritto – in caratteri belli grandi e chiari – I Hate Pink Floyd. Ma quindi, Sex Pistols e Pink Floyd si odiavano davvero?

Due mondi diversi

E’ difficile immaginare che Sex Pistols e Pink Floyd possano avere qualcosa a che fare gli uni con gli altri. E’ una di quelle situazioni in cui esiste un tale divario da impedire qualsiasi tipo di attrito. Negli anni ’70 il gruppo di Roger Waters e David Gilmour rappresenta tutto quel tentativo intellettuale, quello sforzo psicologico e cerebrale che il punk rifiuta aprioristicamente. I Sex Pistols – con i suoi Sid Vicious e Johnny Rotten di turno – salgono su un palco per fare rumore, per urlare la loro rabbia contro un sistema in cui sono gli sbagliati, fuori luogo.

I Pink Floyd sono l’opposto del punk. Fanno della grande musica, della musica ragionata e impegnata. Roger Waters infonde i propri ragionamenti e la propria ideologia in tutto quello che fa. Il suono si evolve – complesso e strutturato – costruito nel minimo dettaglio. I Sex Pistols fanno rumore, strillano rauchi senza un apparente senso – la batteria picchia forte, se la voce è stonata anche meglio – canzoni velocissime.

La maglietta di Johnny Rotten

Da quando Johnny Rotten indossa la maglietta con scritto “odio i Pink Floyd” il mondo inizia a crederci. Perché del resto non è così assurdo pensarlo. Ma è la verità? In un’intervista Rotten dirà che non aveva nulla contro la formazione di Waters, ma che anzi apprezzava molti suoi dischi. Primo fra tutti The Dark Side of the Moon. Tanto più che la maglietta non era nemmeno sua – gliel’aveva data qualcuno. “Era verde, neppure il mio colore…” dirà causticamente Rotten, per chiudere la questione.

Ma in effetti Pink Floyd e Sex Pistols rappresentano le due anime di un certo momento culturale e musicale. Il punk che adotta la filosofia del “brutto” per far inorridire la società borghese e perbenista che lo circonda. Una mossa soprattutto sociale e collettiva – che trasformerà il movimento in uno stile di vita, fagocitato da intere generazioni passate e presenti. E i Pink Floyd – musicisti sopraffini e virtuosi – della musica fanno il loro stile di vita. Roger Waters parla di sé nelle sue canzoni – e di tutto il mondo immaginifico e neuronale che popola la sua mente.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.