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Sex Pistols: quella volta che Sid Vicious tentò di uccidersi dopo l’omicidio di Nancy

Il 12 Ottobre 1978 Nancy Spungen – meglio conosciuta come la compagna del punk maledetto Sid Vicious – viene trovata senza vita, nella stanza numero 100 del Chelsea Hotel. La morte le è stata inflitta con delle coltellate – delle quali l’unico colpevole senza essere proprio Sid. Il cantante dei Sex Pistols è l’unico ad essere presente nella stanza con Nancy e il primo ad allertare la reception. Tuttavia, il frontman britannico è in un tale stato confusionale – a causa delle droghe assunte – che cade in una sorta di condizione catatonica. I dubbi sono molti ma Sid Vicious viene arrestato in quanto unico indagato nell’omicidio. Uscito poco dopo di prigione – mentre attende il processo per l’assassinio della Spungen – tenta il suicidio.

I misteri sulla morte di Nancy Spungen

Molti sono i punti oscuri che avvolgono l’omicidio di Nancy Spungen. Cerchiamo di fare chiarezza. Quando la polizia arriva sul posto – allertata dall’allarme lanciato dallo stesso Sid – trova la donna morta accoltellata nella stanza numero 100 del Chelsea Hotel. Il cantante dei Sex Pistols è da solo ma è talmente imbottito di droghe da non rendersi nemmeno conto di ciò che sta succedendo. Chiama infatti i soccorsi e poi cade in uno stato catatonico.

Successivi esami sul corpo di Nancy e sull’arma del delitto rivelano che le uniche impronte digitali presenti sono quelle di Sid. Non sembrano esserci molti dubbi su chi possa aver commesso l’omicidio. Ma il mistero si infittisce di lì a breve. Innanzitutto nella stanza non viene trovata nessuna traccia di eroina. Sembra anzi che Sid Vicious quella sera avesse assunto dei sedativi così potenti da rischiare la morte. Questo potrebbe condurre all’ipotesi che il cantante dei Sex Pistols fosse incosciente al momento dell’assassinio. Tanto più che – un testimone residente nell’albergo – confessa di aver visto un noto spacciatore uscire dalla camera 100 proprio quella notte.

Il tentato suicidio

Nonostante i molti dubbi e il mistero sempre più fitto, Sid Vicious nel 1978 viene arrestato in quanto unico sospettato dell’omicidio di Nancy Spungen. Il cantante dei Sex Pistols era il solo presente nella stanza 100 e le sue impronte le uniche sul corpo e l’arma del delitto. Sid viene portato in carcere ma ci rimane per poco. L’esperienza traumatica, la morte del grande amore della sua vita e l’uscita su cauzione non fermano gli atti sconsiderati del punk maledetto.

Poco dopo essere tornato in libertà – nell’autunno del 1978 – Sid Viciuous tenta infatti il suicidio con un rasoio. E’ in attesa del processo sull’omicidio di Nancy, processo per il quale è l’unico indagato. Sebbene si salvi, viene nuovamente incarcerato per comportamenti violenti – rompe ad esempio un bicchiere in faccia a Todd Smith, fratello di Patti Smith. Il 1 Febbraio 1979 torna a casa. Per festeggiare il rilascio assume tre dosi di eroina, l’ultima delle quali gli è letale. Sid Vicious muore a soli 21 anni. 

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.