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I System Of A Down, la band ha raccolto oltre 600.000 dollari per l’Armenia Fund

I System Of A Down sono uno dei più noti gruppi metal al mondo. Malgrado il gruppo sia stato fondato a Los Angeles, tre dei componenti, ossia Serj TankianDaron Malakian e Shavo Odadjian, hanno frequentato la Rose and Alex Pilibos Armenian School, date le loro origini. Non ne hanno mai fatto segreto, anzi, in questi giorni hanno intrapreso un’iniziativa che oltre a rendere felici i loro ammiratori, sarà utile anche per il loro paese d’origine.

System Of A Down: le finalità dei nuovi inediti

La scorsa settimana, con una mossa a sorpresa, i System Of A Down hanno pubblicato due nuove canzoni, “Protect The Land” e “Genocidal Humanoidz”. Si è trattato dei loro primi inediti dopo 15 anni. Questo gesto è stato fatto per sensibilizzare e finanziare gli aiuti umanitari ai cittadini del Nagorno-Karabakh, una regione  che è stata un sanguinoso campo di battaglia in una disputa tra Armenia e Azerbaigian.

System Of A Down sopraffatti dalla gratitudine

La band ha ammesso di essere “sopraffatta dalla gratitudine” dopo che stream e download delle due canzoni hanno contribuito a raccogliere oltre 600000 dollari per l’Armenia Fund.  “Grazie a te”, ha affermato la band in un comunicato, “saremo in grado di aiutare i civili sfollati, giovani e anziani, che sono colpiti dagli orribili crimini di guerra inflitti ad Artsakh dall’Azerbaigian e dalla Turchia. Ti preghiamo di dedicare qualche minuto alla nostra intervista completa per avere uno sguardo più intimo e capire perché ci siamo riuniti per rilasciare “Protect The Land” e “Genocidal Humanoidz”. Per noi quattro, è estremamente importante condividere queste verità con voi. È per i nostri antenati, la nostra cultura e la nostra nazione. Aiutaci a diffondere il messaggio “.

“Non vogliamo un altro genocidio”

Nel video di sei minuti, il batterista dei SOAD John Dolmayan si riferisce a ciò che sta accadendo in Artsakh come “una questione morale ed umanitaria” e dice che, nel pubblicare le due nuove canzoni, il quartetto sta rendendo nota la situazione della loro patria a modo loro. “Quello che speriamo è che ciò che è accaduto nel 1915 [il genocidio armeno n.d.r.] e ciò che è accaduto così tante volte nella storia non si ripeta.”.

Le minacce di morte

Il bassista Shavo Odadjian afferma nel video di aver ricevuto minacce di morte per aver parlato del conflitto ed aggiunge che celebrità di alto profilo tra cui Elton John, Justin Bieber, Cardi B e Nas si siano tirate indietro dal dare voce alle proprie preoccupazioni. “Sono nato lì, ho molti parenti lì”, dice Odadjian. “I giovani sono tutti in prima linea. Ogni mattina mi sveglio sperando che non ci sia un messaggio di mia madre che dice: “Questa persona se n’è andata”. “

“Stiamo proteggendo la nostra terra, stiamo proteggendo la nostra cultura, stiamo proteggendo la nostra nazione”, continua. “Si sta trasformando in una guerra santa.”. “È un’ingiustizia a cui vogliamo che le persone prestino attenzione”, aggiunge Serj Tankian: “Come System Of A Down, questa è stata un’incredibile occasione per noi di riunirci e mettere tutto da parte e parlare per la nostra nazione.”.

Puoi contribuire anche tu donando i fondi su  armeniafund.org

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Horus Black, al secolo Riccardo Sechi, nasce a Genova nel 1999 in una famiglia di musicisti classici. Appassionato di rock, soprattutto classic rock, cantante e musicista. Pubblica il suo primo album nel 2018. Indirizzo e-mail rsechi99@gmail.com