Il 27 luglio del 1979 veniva pubblicato Highway to Hell: la storia del capolavoro degli AC/DC

Era il 27 luglio 1979 quando gli AC/DC pubblicarono il loro sesto album in studio: Highway To Hell. è uno dei più grandi successi della band a livello mondiale.

Il ritorno sui social degli AC/DC

Dopo un silenzio lungo quasi due anni, gli AC/DC sono tornati sui social per annunciare i festeggiamenti di Highway To Hell, i quali, dureranno per l’intero mese di luglio. La band si era temporaneamente ritirata dai social network dopo la tragica scomparsa di Malcolm Young, morto nel novembre del 2017. Non potevano però mancare gli auguri a uno degli album più famosi della band australiana e gli AC/DC hanno pubblicato un video di una performance live della title track registrata nel 1979.

La storia di Highway to Hell

Prima dell’incisione di questo album, il morale della band era sotto i piedi e la casa discografica li stava abbandonando per mancanza di un successo commerciale planetario. La Atlantic decise quindi di imporre un produttore, licenziando George Young e Harry Vanda. Eddie Kramer fu il loro successore, famoso per aver lavorato con i Led Zeppelin, Kiss e Jimi Hendrix, un curriculum da fare invidia a molti, ma comunque non era una garanzia di buona riuscita.

Il miracolo non avvenne e gli AC/DC dovettero nuovamente cambiare produttore e si affidarono a Robert John Lange. Nonostante avesse un curriculum meno importante rispetto a Kramer, Lange produsse “Rat trap“, la hit dei Bommtown Rat. Lange fece emergere il sound inglese rock e “grasso”, si trattava di non sovrapporre gli strumenti, ma creare un ritmo dinamico e guizzante. Così accadde con Highway To Hell che, ad oggi, è un inno immortale della band australiana.

Cosa c’entra il killer Richard Ramirez con gli AC/DC?

Era il 1985, quando le forze dell’ordine arrestarono un fan della band con l’accusa di aver compiuto una serie di brutali omicidi nella zona di Los Angeles. Era Richard Ramirez, ribattezzato dai media “Night Stalker“, e vero fanatico della band, tanto che, in una scena del crimine, venne trovato un cappellino con il logo della band. Ramirez ascoltava ossessivamente “Night Prowler“. Tutto ciò non aiutò la band, che più volte dovette spiegare il vero significato di quel brano, affermando che raccontasse semplicemente di un ragazzo che una notte entra nella stanza della sua ragazza mentre i genitori dormivano, solo per passare una notte insieme.

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Asia Falconi, classe 2000, amante del rock 'n roll e di ogni sua sfumatura. Appassionata di film horror, libri, Pink Floyd ed ACDC. A volte mi fingo fotografa. (falconiasia@gmail.com)