Il mistero della morte di Brian Jones, parla Tom Keylock

Il 3 Luglio 1969 il co-fondatore dei Rolling Stones, Brian Jones, venne trovato senza vita sul fondo della sua piscina, nella sua abitazione ad Harfield. Il referto ufficiale del coroner, confermato dalle indagini della polizia, diffuse la notizia di annegamento dovuto all’assunzione di alcol e droghe. Tra teorie e ipotesi di ogni tipo, punti oscuri e dubbi, sospetti e accuse, la morte di Lewis Brian Hopkin Jones resta ancora oggi uno dei più grandi misteri della musica.

L’esclusiva intervista a Tom Keylock

Anche Netflix, la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo, sta provando a far luce sull’accaduto. Prossimamente, infatti, pubblicherà un documentario incentrato interamente sulla tragica e misteriosa morte di Brian Jones. Nel documentario ci sarà un’intervista esclusiva a Tom Keylock, veterano di guerra ed ex autista di Mick Jegger e soci.

Nell’intervista, realizzata dal giornalista Terry Rowlings poco tempo prima la morte di Keylock (2 luglio 2009), viene confermata la tesi che quella fatidica sera a casa Jones, durante il party, tutti i presenti fecero uso di alcol e droghe. “Eravamo tutti su di giri quella sera, perdemmo completamente la cognizione del tempo e dello spazio.” Ha spiegato Tom Keylock, che poi ha aggiunto: “Non so se Frank (Thorogood) abbia ucciso volontariamente Brian. Probabilmente stavano solo scherzando in piscina e qualcosa non andò per il verso giusto. Resta però il fatto che quella di Brian non è stata una morte naturale, e io l’ho sempre saputo.” 

L’ipotesi sull’omicidio del co-fondatore dei Rolling Stones

Frank Thorogood resta, infatti, uno dei sospettati principali dell’omicidio. Lo stesso Terry Rowlings attraverso il suo libro del 1994, “Brian Jones: chi ha ucciso Christopher Robin?”, ha puntato il dito contro Thorogood. Secondo Rowlings le continue tensioni tra Frank e Brian degenerarono in un violento litigio, durante una nuotata in piscina, nel bel mezzo della festa. La teoria di Rawlings, confermata anche nel romanzo di Geoffrey Guiliano “Paint it Black: The Murder of Brian Jones”, resta per ora quella più accreditata.

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Simone Esposito: studente e amante della musica in tutte le sue sfumature. Articolista esperto e aspirante critico musicale. Appassionato di cinema, letteratura e arte (in tutte le sue forme). (es.simone@libero.it)