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Tornerà Woodstock?

Woodstock: il più grande festival musicale di sempre

Il 15 Agosto del 1969 a Bethel, piccola città nello stato di ,New York si svolse uno dei festival musicali che ebbe maggiore impatto sulle generazioni e il panorama artistico dell’epoca. Fu ideato inizialmente come un evento di provincia, ma accolse migliaia e migliaia di giovani, che all’apice della cultura hippie, più di altri sentivano l’aria del cambiamento, il distacco da tutto ciò che era vecchio e passato e la speranza nel futuro. Woodstock, tre giorni di pace, amore e musica, diede allora l’idea di come l’arte fosse un motore di rinnovamento, di come il rock fosse una forza capace di riunire e ispirare moltissimi ragazzi desiderosi di rinascere e rigenerarsi.

In previsione del cinquantesimo anniversario di questo fantastico evento, uno degli organizzatori ha rilasciato una notizia sensazionale.

Il nuovo Woodstock

Michael Lang ha fatto sapere infatti che si sta valutando la possibilità di riorganizzare il festival presso la storica location che ospitò quello del ’69, il Bethel Woods Center for the Arts. L’iniziativa ha dell’incredibile, perché vorrebbe dire riportare in vita uno dei momenti storici più importanti del panorama musicale, rimettere in piedi un palco che ha visto esibirsi artisti eccezionali: i Creedence Clearwater Revival, Janis Joplin e Jimi Hendrix, solo per dirne tre.

Se da una parte l’eccitazione è tanta, così come l’aspettativa di tutti quelli che non ci penserebbero due volte a preparare uno zaino e a volare negli Stati Uniti, dall’altra ci sono anche molti interrogativi. Lo stesso Lang ha espresso il timore che possa risolversi in un triste e nostalgico dèjà-vu, una riesumazione forzata di qualcosa che dal 1969 si è andato inevitabilmente spegnendo.

La cultura e la generazione contemporanea sarebbero capaci di accogliere il festival così come fecero i ragazzi del ’69, che nel rock percepivano la loro stessa tensione emotiva e la loro medesima voglia di cambiare le cose? Oppure oggi si tradurrebbe in una manovra commerciale indirizzata più alla vendita dei biglietti e al merchandising?

Bisogna accettare il fatto che la lezione che portò alla nascita di Woodstock e che da esso si propagò, forse è andata irrimediabilmente dimenticata; ma è anche vero che la musica è e rimarrà sempre indimenticabile, uno stile di vita, più che un’espressione artistica, immortale e un porto sicuro per tutti coloro che in essa trovano ancora la spinta per cambiare le cose.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.