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Intervista a Paul McCartney: Trump, Taylor Swift e Amy Winehouse

Egypt Station, il nuovo album di Paul McCartney

Un’intervista a Paul McCartney, come completamento ideale del tutto. Dopo cinque anni dal suo ultimo album, Paul McCartney torna sulla scena della musica internazionale con un nuovo lavoro inedito, un compendio di idee e ispirazioni, suggestivo ed enigmatico. Il titolo emblematico, Egypt Station, rimanda anche ad uno dei suoi dipinti, ed è, come lo definisce lui stesso, «un’oasi fra una partenza e un arrivo, come i sedici pezzi […]”. Cinque anni dopo quindi, e molti anni dopo la fine della sua storia con i Beatles, McCartney ha fatto ritorno a Liverpool per promuovere il nuovo album.

Intervista a Paul McCartney e il riferimento a Donald Trump

Una serata a sorpresa in un piccolo pub, un passaggio ad Abbey Road, l’attraversamento di quelle famose strisce pedonali, come a voler chiudere il cerchio che dal 1969 lo ha condotto fino a quel momento, in mezzo agli applausi dei fan. E un filo conduttore simile attraversa tutte le canzoni, dal principio alla fine, dalle atmosfere soffuse delle ballate all’energia del rock puro, valicando epoche e stili diversi.

In un’intervista rilasciata alla BBC, l’ex Beatles parla di alcuni dei suoi pezzi, spiegandone il significato e il messaggio che cercano di veicolare. In particolare fa riferimento a Despite Repeated Warnings, rivolta al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e a tutti coloro che si ostinano a negare il problema del cambiamento climatico. McCartney usa la metafora di una capitano alla guida di questa nave globale, un capitano cieco ai segnali che la Terra gli sta lanciando, che conduce tutti noi verso un iceberg.

Intervista a Paul McCartney: Taylor Swift e Amy Winehouse

La canzone Who Cares è stata ispirata invece dalla pop star Taylor Swift e al rapporto fraterno che ha con tutti i suoi fan. Paul immagina una conversazione ideale con uno di questi giovani, con il quale parlerebbe di bullismo. Il messaggio della canzone è che non bisogna dare importanza alle persone che trovano piacere nel sminuire e ridicolizzare gli altri, non bisogna permettere che questi abbiano la meglio, e l’ex Beatles chiede “A chi importa tutto questo? A chi importa di te? Beh…a me importa”.

In un’intervista separata si lascia andare alla malinconia e al rimpianto, ricordando Amy Winehouse, scomparsa prematuramente a causa della sua dipendenza dalle droghe, a soli ventisette anni nel 2011. McCartney ricorda di averla incontrata in un corridoio. Sapeva che avesse un problema, sapeva con quali demoni stesse combattendo, ma riuscì solo a farle un saluto.

Dopo quell’evento venne perseguitato dal dubbio se avesse dovuto farle capire quanto la apprezzasse, quanto fosse importante ciò che stava facendo. Conclude l’intervista chiedendosi se quel gesto avrebbe potuto cambiare qualcosa, ma anche accettando il fatto che rimarrà uno dei piccoli rimpianti che costellano la vita di ciascuno.

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Giulia Prosperini, classe 1993, laureata in Lingue e Letterature Straniere. Tante passioni, tra cui la musica e il rock 'n roll. Esperta del mondo Grunge, i Pearl Jam e i gruppi storici di Seattle. Scrittrice per vocazione e per hobby, specialista di recensioni e curiosità, capace di spaziare dalla cronaca all'aneddoto, dagli approfondimenti alle ultime news del mondo della musica.