Gli Irist sono il futuro del metal?

Sin dal primo ascolto, appare chiaro il fatto che gli Irist diventeranno una rivelazione sul panorama Metal moderno. Con Order Of The Mind, la band segnerà il suo debutto, esplodendo sulla scena in marzo. Gli Irist sono un gruppo statunitense. Un quintetto proveniente da Atlanta, in Georgia, capace di trarre ispirazione dalle leggende del Metal, costruendo un sound personale di assoluto rispetto.

I virtuosismi dei Gojira, l’aggressività dei Meshuggah e l’oscurità degli High On Fire, il tutto incarnato in maniera sublime dai 5 membri del gruppo. Si tratta di un Progressive Metal sprezzante del pericolo, assolutamente senza pietà, capace di convincere i vertici della Nuclear Blast Records con cui il gruppo ha firmato l’uscita di Order Of The Mind.

Il primo singolo degli Irist si intitola Burning Sage. Il brano non ha barriere, si parla di pura catarsi sonora. Il video riflette alla perfezione la poliedricità della band. Foreste oscure e misteriose location infernali, in puro stile medioevale, riprendono le atmosfere tipiche della vecchia scuola del Metal, le animazioni digitali conferiscono un alone di modernità all’intero complesso. Per quanto possa risultare disturbante, la componente catchy del video è molto alta e ben espressa.

Le origini del sound degli Irist

Nel corso di una recente intervista, gli Irist hanno spiegato di aver intrapreso il progetto con molta convinzione ed apertura mentale nei confronti delle idee proposte. Per loro, si trattava di colorare la musica Heavy per definizione con sfumature melodiche completamente nuove. Elementi mai ascoltati prima nel Metal.

Volevamo essere capaci di esprimere totalmente le nostre influenze in ogni canzone, pur mantenendo un sound coeso. Sapevamo che tutto questo avrebbe impiegato molto tempo affinché venisse fatto nel modo giusto, ma francamente, non ci interessava. Nel corso degli anni abbiamo accumulato molta esperienza individuale, quindi ci sentiamo pronti ad affrontare questo progetto”.

Successivamente, i membri del gruppo hanno esplicato il loro complesso creativo quando compongono nuovi brani. “Inizialmente proponiamo un riff al quale accostiamo una parte di batteria. Scriviamo la maggior parte della musica a casa, senza anticipare nulla agli altri ragazzi finché non abbiamo una serie di sezioni definite da combinare. A quel punto, aggiungiamo la linea vocale e cominciamo a rifinire la batteria e a fissare l’arrangiamento definitivo della canzone”.

Gli effetti della componente multietnica nel gruppo

Il gruppo ha poi rivelato che avere una componente latino americana nel gruppo ha contribuito in modo particolare alla costruzione del loro sound. “Inizialmente non pensavamo avrebbe avuto il forte ruolo che si è rivelato esercitare. Non avevamo considerato abbastanza quanto la musica etnica abbia influenzato il nostro modo di suonare, seppur inconsciamente”.

“Alcune melodie che abbiamo scritto derivano dalle nostre reminiscenze sulla musica Folk sudamericana con cui siamo cresciuti. Non abbiamo mai ostentato quest’elemento nella nostra musica. Ancora oggi siamo sorpresi di ascoltare una componente latino americana nelle nostre canzoni. Nonostante questo, è chiaro che in alcune canzoni abbiamo preferito incorporare intenzionalmente ritmi provenienti dalla musica latina”.

“Nonostante proveniamo da tre diversi paesi dell’ America del Sud. Siamo cresciuti ascoltando artisti provenienti da ogni parte dell’America Latina. Ovviamente, ognuno di noi ha i propri artisti preferiti che non sono necessariamente connessi con le nostre città d’appartenenza”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudio Pezzella, studente in culture digitali e della comunicazione. Appassionato dell'arte in tutte le sue sfumature,alla costante scoperta di nuove frontiere culturali. Chitarrista e compositore polistrumentista impegnato in progetti progressive metal. (Email:claudio190901@gmail.com)